Fondazione Puccini, vicina la chiusura. VEDI LE DICHIARAZIONI!
Festival Puccini martedì 22 novembre 2011 4Si sono incontrati con il sindaco Lunardini, la stampa e i consiglieri comunali che hanno voluto intervenire nella sala di rappresentanza del comune di Viareggio.
Tutti i lavoratori del Pucciniano, rappresentati e comunque in gran numero hanno alzato la voce contro il rischio di fallimento. Mancano troppi soldi e il comune di Viareggio non li ha. O almeno non tutti e non ora. Come in qualche modo un sindaco in forte difficoltà ha cercato di spiegare.
La situazione è ormai drammatica e rischia di precipitare a breve, forse anche entro poche settimane perchè non ci sono più soldi e i 75mila euro promessi dalla Provincia, 50mila in più rispetto agli anni scorsi, sono un pannicello caldo inutile.
Da più parti quindi si è richiesto un intervento da parte di banche e istituzioni, in primis lo Stato, poi la Regione e la Provincia suggerendo al primo cittadino non solo di organizzare un consiglio comunale sul Pucciniano, ma anche di imitare i balneari e recarsi a Roma per ottenere i finanziamenti necessari.
Amarezza dalle parole del presidente del Pucciniano Paolo Spadaccini che ha invitato l'amministrazione comunale a comprarsi il Gran Teatro Giacomo Puccini in modo da far fronte a spese, che oggi, appaiono pesanti, quali Ici e Tia, che insieme ammontano a oltre 100mila euro.
Tutti sono stati concordi nell'evidenziare che la Fondazione è sull'orlo del fallimento e i dieci dipendenti stanno già pensando a come ricollocarsi in un mondo del lavoro sempre più asfittico.
E tutti hanno evidenziato che se il Pucciniano è il terzo teatro per incassi nel panorama italiano è perchè negli anni ha saputo costruirsi una fama e una risonanza al pari di altre realtà simili come il ricostruito Petruzzelli di Bari, o il Maggio Musicale Fiorentino o la realtà Parmense.
Insomma i conflitti del melodramma tra Verdi e Puccini, tra Mozart e Salieri, son tutti qui, anche tra i vivi, che si contendono non gli spartiti migliori, ma i soldi per continuare a sognare con la grande lirica italiana di cui, concedetelo alla scrivente, Puccini è il re.
Prima Parte
Seconda Parte
Vedi le dichiarazioni di Spadaccini
Vedi le dichiarazioni di Lazzarini
Vedi le dichiarazioni di Milziade Caprili




















4 commenti
Nell'epoca della finanza, dell'economia, del dio denaro, forse non c'è più spazio per il bello, per ciò che produce sogni. Qualche ex ministro aveva detto con la cultura non si mangia, o qualche cosa del genere, Mai idiozia fu più grossa. Provate a immaginare, un fil senza musica, una partita di calcio senza inni, un cartone senza commento sonoro, niente canzonette, niente di niente, nessun suono. e non dico che avremmo un mondo più grigio , ma più povero economicamente. Pensate alle case discografiche a etutti gli operatori del settore musicale ecc. quello non è guadagno? Lavoro? ecc.... Se anche il Pucciniano fallirà sarà una sconfitta per tutti,un impoverimento per tutti ma lo sarà soprattutto per Viareggio e Torre del Lago che avranno perso un'altra occasione per essere un centro internazionale di cultura e turismo. Cari politici amministratori, è facile amministrare tagliando, difficile e farlo creando ricchezza e eccellenze!
Errata corrige: nel comunicato ho scritto "400 persone fra dipendenti a tempo determinato e stagionali", mentre l'incalcolabile cifra totale dei lavoratori che ruotano attorno alla Fondazione dovrebbe essere nell'ordine delle 300 unità..
Ringrazio Viareggino.com per l'ottimo servizio. Una sola osservazione: come mai non è stato pubblicato l'intervento del Sindaco Lunardini? Credo sarebbe stato interessante..
Come può morire una delle cose più belle che abbiamo? Non è possibile! Qualcuno faccia qualcosa!
Dopo lunghi mesi di attesa, molte promesse e rassicurazioni, i lavoratori dell’Orchestra del Festival Pucciniano, uniti ai lavoratori di tutti gli altri comparti della Fondazione, sono a chiedere al Sindaco e alla Giunta del Comune di Viareggio non più delle risposte, ma degli ATTI CONCRETI E IMMEDIATI che salvino la Fondazione dal fallimento e il lavoro di circa 400 persone fra dipendenti a tempo indeterminato e stagionali.
Siamo stanchi di essere rassicurati a parole e vogliamo ricordare tutti i sacrifici che i lavoratori dell’orchestra hanno compiuto per aiutare a far quadrare il bilancio della Fondazione: come rappresentanti sindacali abbiamo deciso di non ostacolare la politica del presidente Spadaccini che, appena insediato, decise di tagliare i titoli del cartellone 2011, per ridurre i costi delle produzioni.
Fu una decisione che comportò un taglio delle recite in programma, quindi un taglio delle nostre giornate lavorative e della retribuzione. Accettammo questa misura con l’impegno e la speranza che, con la cifra risparmiata dalla Fondazione durante l’estate, si potesse incrementare lo scarso lavoro nei mesi invernali.
Nei momenti di difficoltà, quando in primavera era stata data notizia che il fondo Arcus 2010 non sarebbe stato erogato, ci siamo mossi organizzando 2 assemblee pubbliche a Torre del Lago, richiamando l’attenzione di politici locali, rappresentanti della Regione Toscana e vari parlamentari, sia di maggioranza che d’opposizione.
Nel corso della prima di queste assemblee, fra i molti interventi, ricordiamo quello dell’Onorevole Deborah Bergamini che ci rassicurò che avrebbe parlato con l’ormai ex-Ministro Galan, sollecitandolo di ripristinare il contributo Arcus per la Fondazione.
Negli stessi giorni il nostro segretario provinciale, Walter Fattore, riuscì ad incontrare l’ex Ministro Matteoli, il quale lo rassicurò, dicendo che il contributo sarebbe arrivato a breve.
Simili rassicurazioni erano giunte dallo stesso Matteoli anche al Presidente Spadaccini e al Direttore Generale Moretti. Nonostante tutto questo, non abbiamo ottenuto l’esito sperato ed il contributo del bando Arcus 2010 (atteso per il 2011) non è mai arrivato.
C’è stato allora un buon intervento della Regione Toscana, ed aumenti dei contributi di Comune e Provincia che hanno aiutato la Fondazione a partire (anche se in ritardo) con la stagione estiva.
A fine estate sono arrivati i bilanci positivi della stagione 2011, con un ottimo incasso di botteghino di circa 1 milione e mezzo di euro e una ovvia riduzione dei costi: un risultato virtuoso raggiunto anche grazie alla determinazione, al senso di responsabilità ed alla professionalità delle maestranze artistiche.
Purtroppo non è arrivato l’incremento di lavoro atteso nella stagione invernale: per quale motivo?
Semplicemente perché il Presidente, come tutti noi, attendeva che giungesse la certezza del contributo Arcus 2011 (visto che quello del 2010 non era arrivato..) prima di impegnarsi concretamente per l’orchestra.
Nel frattempo il buon incasso del botteghino è servito per pagare le buste paga dei dipendenti a tempo indeterminato e per sostenere le alte spese di gestione del nuovo teatro (inclusi i molti mutui accesi per la costruzione della struttura).
Tutti ci ricordiamo infine delle convinte dichiarazioni che il Sindaco ha fatto a mezzo stampa a fine estate, rassicurando i lavoratori del fatto che Matteoli avrebbe garantito il fondo Arcus 2011.
Dopo tali dichiarazioni, tutti i lavoratori della Fondazione gli hanno ovviamente chiesto un incontro e una delegazione di circa 30 persone è stata accolta nell’ufficio del Sindaco, il quale ha confermato la notizia aggiungendo che la cifra probabilmente sarebbe stata “tonda” e superiore al milione e 400 mila euro che è venuto a mancare nel 2010. Parola di Matteoli.
Ci ha anche proposto di fare una “macchinata” per andare insieme a Roma a parlare direttamente con il Ministro, per essere (ancora una volta) “rassicurati” di persona.
Nonostante il recente passato ed i mesi trascorsi a rincorrere tali ministri, ottenendo solo futili promesse, ci siamo fidati pensando che Matteoli non potesse prendersi gioco persino del Sindaco di Viareggio che, fra l’altro, è del suo stesso schieramento politico..
Invece sono passati altri 4 mesi e l’incertezza continua: i creditori sono alle porte e Matteoli e Galan non sono più Ministri..
Vogliamo che il Sindaco di Viareggio onori le parole che pronunciò durante quell’incontro di fine estate con i lavoratori: “Non voglio essere ricordato come il Sindaco del fallimento del Pucciniano”.
E’arrivato il momento di dimostrare questa volontà: onori il suo impegno e chieda formalmente la collaborazione del Presidente Rossi nel salvataggio del Festival Pucciniano.
STELLA SORGENTE
Rappresentante Sindacale FISTEL CISL