"Salviamo il Pucciniano". Staccioli presenta un ordine del giorno in merito

Festival Puccini 3

“Il Festival di Torre del Lago nacque nel 1930 per realizzare un desiderio espresso dal Maestro Giacomo Puccini prima della sua morte. Tutte le istituzioni si devono impegnare e trovare soluzioni concrete per portare avanti questa manifestazione culturale conosciuta in Italia e nel mondo per qualità e unicità” è quanto ha dichiarato la consigliera Marina Staccioli (Gruppo Misto), nonché coordinatrice regionale del Movimento Identità Toscana.

“A testimonianza di ciò il Festival Pucciniano è il terzo in Italia per numero di incassi - continua la consigliera - e ospita ogni anno oltre 40.000 spettatori, fornendo 400 posti di lavoro diretti oltre a quelli indiretti provenienti dall’indotto di cui beneficiano alberghi, ristoranti e negozi”.

“In questi giorni i lavoratori e le RSU della Fondazione Festival Pucciniano stanno protestando contro l’immobilismo delle istituzioni nei confronti del Festival, perfino Andrea Bocelli ha divulgato tramite stampa un appello in favore del Pucciniano – sottolinea la consigliera Staccioli, che poi prosegue - é il caso che queste risolvano in maniera tempestiva una situazione che si protrae ormai da troppo tempo, con la Regione che deve garantire un contributo ordinario fisso, insieme alla Provincia, che garantisca la continuità della manifestazione, sopperendo ai tagli da statali e alle difficoltà del Comune”. Per Staccioli la Regione deve anche andare oltre, “l’Ente regionale si deve porre come intermediario per aiutare il Pucciniano, che rappresenta un’eccellenza del territorio, a rientrare, in modo fisso ed eguale, nei fondi statali per cultura e spettacolo”.


Interviene sull’argomento anche Vincenzo Capovani, segretario provinciale di Lucca di Identità Toscana, “è inaccettabile vedere una ricchezza, economica e culturale, come il Festival Pucciniano abbandonata a sé stessa, con un rischio tangibile di vederla affondare – afferma amareggiato Capovani – è ancor più inaccettabile pensare che questa situazione sia aggravata da un trattamento non paritario tra il Pucciniano e altre realtà, non devono esistere ‘figli e figliastri’, ma una progettualità funzionale e sostenibile per tutti”.

3 commenti

  1. roberto giovedì 24 maggio 2012 alle 00:06:44

    filippo, mi dispiace non solo per te ma per tutti coloro che economicamente devono tirare la cinghia, io non sono un benestante ho una pensione di circa 500 euro al mese e non di certo potrei permattermi di andare all'opera ma non per questo il pucciniano deve morire.
    c'e' fortunatamente molti individui che magari con sacrifici desiderano di assistere ad una performance del grande maestro, sono d'accordo sarebbe bello istituire una serata ad un prezzo abbordabile anche a noi poveracci.
    l'italia tutta deve far si che il pucciniano non muoia

  2. FILIPPO mercoledì 23 maggio 2012 alle 22:21:06

    Roberto io invece sono un appassionato che purtroppo non può frequentare per problemi economici il teatro. Condivido il linea di massima il pensiero ma se le casse non lo permettono pace.
    Hai detto bene ci pensi lo stato a salvare una manifestazione così importante ed unica e che non ha uguali in affluenza di pubblico, o almeno è tra le più frequentate.
    Ma non può viareggio, ed i viareggini,continuare a sostenere questa manifestazione aumentando le tasse oramai insopportabili... io per esempio dovrò nel breve saltare una tra IMU e TIA... o quelle o gli asili e mangiare.... insomma la scelta concorderai che è obbligata e quando si portano le persone a scegliere tra questi valori/beni c'è poco da aggiungere.... se non che per me oramai il pucciniano ed il carnevale possono chiudere.

  3. roberto mercoledì 23 maggio 2012 alle 21:18:48

    se tdl e viareggio sono conosciute nel mondo lo devono proprio al pucciniano non e' certo per le spiaggie, o gli alberghi o il pattumaio che si trova in qualsiasi angolo della citta in ogni caso il pucciniano e' un bene culturale italiano e non solo viareggio ma l'italia intera deve deve deve far si che continui nei tempi.
    NB: io non sono un patito dell'opera

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