Proposte per il nuovo Regolamento Urbanistico. La Parola a Lombardi e Forassiepi

Pietrasanta 0

Il Regolamento urbanistico è lo strumento di governo del territorio che attua con decisioni operative e puntuali gli obiettivi e gli indirizzi generali definiti nel Piano strutturale (per consuetudine definito Piano regolatore).

Il Regolamento urbanistico non può contenere decisioni diverse dal Piano strutturale perché con il piano strutturale i cittadini, attraverso i propri rappresentanti, decidono le strategie di sviluppo del territorio e di riconoscimento dei valori ambientali e storici e, come tale, viene assunto come carta costituzionale del territorio.

“Per questa ragione afferma il Sindaco Domenico Lombardi – l’Amministrazione ha dato grande valore al regolamento urbanistico, approfondendo e verificando i contenuti della bozza lasciata in eredità dalla precedente Amministrazione. Questa verifica ha comportato necessariamente una revisione sostanziale: in primo luogo per rendere coerente lo strumento urbanistico con gli obiettivi di mandato, nonché per rimuovere gli elementi di criticità che avrebbero demandato a successive procedure, peraltro complesse, l’attuazione dello strumento. Pertanto la decisione è stata: si mette nel regolamento urbanistico quello che si fa!”

Una revisione complessa che ha avuto bisogno di maggior tempo, al fine di valorizzare il personale del Comune e le figure professionali interne all’ufficio Urbanistica, con l’unica eccezione per un'alta professionalità, con specifiche competenze, che ha il compito di coordinare tutta l’attività progettuale.

Per l’Amministrazione si tratta di uno sforzo importante, un patto con la città nel quale vi sia il riconoscimento condiviso dei valori e delle strategie di sviluppo, che si concluderà con la fine dell’anno quando il Consiglio comunale si pronuncerà sull'adozione del Regolamento Urbanistico; dopodiché tutti i cittadini saranno chiamati a prendere visione del piano e a proporre i contributi finalizzati al miglioramento di un progetto collettivo: la vera e propria fase partecipativa.

L'Assessore all'Urbanistica e Lavori Pubblici aggiunge: “Il primo atto politico è il documento programmatico con gli obiettivi condivisi con la città, compendiati nel programma elettorale e tradotti nel documento stesso, messo a disposizione sul sito del Comune. Poiché il Regolamento Urbanistico non è una mera trascrizione delle vecchie norme, ma un progetto di tutela e sviluppo della città, esso deve partire dal piano strutturale e fare i conti con la pianificazione pregressa. In questo contesto il documento programmatico, sulla base degli obiettivi politici e sulle strategie contenute nel piano strutturale, ha messo le basi allo sviluppo del progetto”.

Il Regolamento urbanistico è stato impostato come strumento semplice e comprensibile a tutti; adattabile al mutare delle esigenze ed alle istanze sociali, culturali ed economiche.
Già dal documento programmatico possiamo estrapolarne gli indirizzi relativi ai due obiettivi principali:
La gestione della città e del territorio esistente (vale a tempo indeterminato)
Le trasformazioni degli assetti insediativi e infrastrutturali (da realizzarsi nel quinquennio successivo).
Per gestione dell’esistente si intende tutto il territorio nel suo complesso (boschi, acque, aree rurali) e non solo il costruito. Quindi il progetto non è quello della trasformazione ma quello della manutenzione intesa come rigenerazione del territorio. Un progetto per migliorare la vita della società che lo abita e creare le condizioni culturali ed economiche per mantenerlo: dunque un vero e proprio patto sociale con il quale l’amministrazione si impegna a tutelare il territorio con il coinvolgimento attivo degli abitanti che lo rendono unico. La tutela della bellezza del territorio porta un valore aggiunto, perché attrarre visitatori rappresenta anche una risorsa economica.

“L’esperienza – prosegue Rossano Forassiepi – ci dice che non tutto il territorio è trasformabile e soprattutto non è trasformabile seguendo interessi o aspettative di breve respiro. Con la manutenzione del territorio è necessario studiare la strategia verso il tessuto edificato esistente, storico e recente. In questo quadro, centrali devono essere le esigenze delle famiglie, per le quali prevedere ampliamenti e miglioramenti del proprio patrimonio edilizio e interventi che ripropongano una chiara committenza sociale e non l’anonimato del mercato”.

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