A Lucca Cyril Pedrosa: Legàmi a cura di Jacopo Moretti

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"È per questo che faccio fumetti, credo. Per raccontare quello che non riesco ad esprimere in altri modi".
Cyril Pedrosa

Ammettiamolo: Cyril Pedrosa è bravo.

La sua abilità si mostra alla prima occhiata, con quei personaggi così espressivi e caratteristici che rimangono marcati nella memoria come le foto di un vecchio attore, e quegli scenari delicati da carnet de voyage.
Pedrosa insomma è uno di quei – pochi – disegnatori le cui immagini sono inconfondibili.
E tanto basterebbe.

Ma Cyril Pedrosa è anche un cantastorie, che cattura con il suo tratto gestuale e la freschezza degli acquerelli e che trascina il lettore giù, dentro la pagina.

Ed è allora che ci si accorge che c’è di più.

I giochi di sguardi e di inquadrature, nella più abile delle regie, dischiudono mondi vivaci ma “veri” e intimi, fatti di personaggi, di storie e di legàmi, che in quanto personali e umani diventano universali.
In questo percorso ammireremo a Palazzo Ducale gli acquerelli originali del pluripremiato Portugal e le ironiche pagine di Autobio; godremo di alcune fra le più belle tavole di Tre Ombre, e di alcuni esempi della prima opera da autore unico, Les Cœurs solitaires.

Palazzo Ducale
Ingresso libero

Orari: fino al 31 ottobre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00;
dall’1 al 4 novembre dalle 9.00 alle 19.00


Cyril Pedrosa (Poitiers, Francia, 1972) si appassiona ai fumetti sin da bambino e da allora decide di farne un mestiere. Studia animazione presso la scuola parigina di Gobelins, e successivamente lavora per la Disney ai lungometraggi Il gobbo di Notre Dame e Hercules come intervallista e assistente animatore. Dall’animazione eredita un tratto dinamico, evocativo ed espressivo, che applica ai molteplici lavori a fumetti come quelli nati in collaborazione con lo scénariste David Chauvel, Ring Circus (che lo vede alle prese anche con la colorazione) e Shaolin Moussaka, editi in Francia da Delcourt. Pedrosa raggiunge però la maturità e il riconoscimento internazionale con le sue opere da autore unico, nelle quali cangia il suo stile dal taglio cinematografico per creare connessioni emotive fra il lettore la storia. Ricordiamo in particolare Tre Ombre, delicata fiaba sulla vita e sul destino raccontata con potenti e suggestivi bianchi e neri. Con il suo capolavoro, Portugal, Pedrosa dipinge invece con la freschezza e l’emotività di un carnet de voyage la ricerca di identità di un giovane uomo, che si incrocia con la ricerca delle proprie radici. I suoi lavori hanno valso a Pedrosa svariate menzioni internazionali, come il Prix Essentiel(2008)e il Prix De la BD Fnac ad Angoulême (2012).

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