Un laser guidato dal GPS: la nuova evoluzione della chirurgia della colonna vertebrale

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Arriva dall’America e rappresenta una vera e propria rivoluzione nel trattamento chirurgico delle ernie del disco e di altre patologie della spina dorsale. Si chiama MISS (Minimally Invasive Spine Surgery) il sistema presentato oggi a Firenze al Laser Florence dal professor John Chiu, presidente del California Spine Institute di Los Angeles e pioniere nell’uso del laser in chirurgia, con all’attivo oltre 20.000 casi trattati.

La sperimentazione portata avanti dal California Spine Institute mira, attraverso lo sviluppo di un sistema GPS (Grid Position System), a fornire una precisa traiettoria chirurgica per raggiungere la lesione discale e ottenerne la decompressione e quindi il sollievo dal dolore. Con questo sistema, infatti, gli strumenti chirurgici possono essere introdotti grazie ad una linea geometrica che li condurrà alla lesione senza toccare nervi e strutture vascolari e scongiurando il rischio di compromettere strutture anatomiche sane.

Il problema più importante che un chirurgo si trova di fronte nell’intervenire sulla colonna vertebrale consiste nella difficoltà di visualizzare con chiarezza l’area da trattare, nonostante la necessità di raggiungere e intervenire sulla lesione discale nella maniera più accurata e precisa possibile. Questo è ancor più vero se siamo in presenza di soggetti affetti da obesità patologica.

La chirurgia laser mini invasiva presenta moltissimi vantaggi rispetto alle metodologie tradizionali, che hanno un maggiore impatto a livello fisico, soprattutto in soggetti con problematiche già esistenti, ad esempio cardiopatie o aspetti legati e conseguenti all’obesità. “Si tratta di una chirurgia altamente controllata e sicura, che esclude il rischio di complicazioni – spiega il professor Chiu -. L’operazione dura al massimo un paio d’ore e viene effettuata in anestesia locale e sotto leggera sedazione. Già a poche ore dall’intervento, che tra l’altro lascia una cicatrice molto piccola, il paziente torna a camminare e dopo un paio di giorni può già cominciare gli esercizi di riabilitazione. Spesso, con il solo aiuto di qualche antidolorifico, in circa due settimane molti di loro riescono a tornare alla loro vita normale. Rispetto alla chirurgia tradizionale si ha il notevole vantaggio di ridurre notevolmente i tempi di ricovero, che in alcuni casi dura praticamente solo il tempo dell’operazione; il che è un beneficio di non poco conto anche dal punto di vista economico”.

Per effettuare i test, 203 pazienti con obesità patologica con 330 ernie discali lombari sintomatiche sono stati trattati con il laser guidato da GPS e i risultati hanno evidenziato un complessivo 90% di pazienti che hanno riportato miglioramenti definibili fra buono ed eccellente. Eccellenza che è stata poi verificata nel 6,4% dei casi.

Dunque, il chirurgo è facilitato nell’accesso al disco lesionato, senza correre il rischio di compromettere la vitalità di strutture anatomiche o nervose.

Grazie al GPS e al concetto che ne sta alla base, importanti miglioramenti si sono riscontrati anche nel trattamento della cervicale con discectomia. Dal 1995 oltre 2000 pazienti (refrattari ad almeno 12 settimane di terapia tradizionale) sono stati trattati e hanno riportato risultati importanti, dal momento che solo il 6% di loro presenta ancora, seppur con minore intensità, punte di dolore al collo e nella regione circostante.

Un sistema sicuro e scarsamente traumatico, semplice ed efficace e con un risparmio significativo in termini economici. Il tutto preservando al massimo la motilità della colonna vertebrale.

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