"L'autorità perduta - il coraggio di educare" Incontro con Paolo Crepet

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"L'autorità perduta - il coraggio di educare" Incontro con Paolo Crepet
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Mercoledì 29 maggio alle ore 21.15, presso la sala conferenze dell’Una Hotel di Lido di Camaiore, si terrà un incontro pubblico con il professor Paolo Crepet. L’iniziativa, organizzata dal Comune di Camaiore, ha per titolo “L’autorità perduta – il coraggio di educare”, ed è parte di un progetto più grande dedicato al sostegno della genitorialità, che il Comune ha da tempo messo in atto per aiutare le famiglie a capire e affrontare meglio il ‘mestiere di genitore’.

“Quest'anno i genitori dei bambini del nostro comune hanno avuto la possibilità di usufruire gratuitamente di corsi di approfondimento e aggiornamento sul rapporto genitori-figli, tenuti da esperti del territorio e finanziati dalla Regione Toscana – spiega l’assessore all’Istruzione Sandra Galeotti – Data la grande partecipazione che abbiamo riscontrato, abbiamo deciso di offrire un ulteriore momento di confronto formativo con un esperto di chiara fama e professionalità: il professor Crepet saprà fornire elementi utili e riflessioni da applicare alla vita di tutti, genitori e non solo.
Per questo abbiamo deciso di lasciare aperta a chiunque voglia questa opportunità di formazione”.

“Come Coordinatrice pedagogica dei nidi d'infanzia del Comune – aggiunge la dottoressa Anna Montanaro – ho voluto la presenza del prof. Crepet, del quale condivido le idee. Il coinvolgimento dei genitori, il confronto con loro, è sempre stato un punto focale del nostro progetto educativo: rafforzare la famiglia, per conoscere meglio se stessi e il proprio bambino e condividere tematiche importanti legate all’educazione, per valorizzare le competenze e le potenzialità genitoriali trovando insieme gli strumenti per incoraggiare i propri figli nel difficile percorso di crescita è obiettivo primario di ogni educatore che crede nel lavoro che fa”.
L’incontro è ad ingresso libero.

INTERVISTA A PAOLO CREPET

“L’autorità perduta, il coraggio di educare”: i temi dell’incontro sono molto profondi.
La cosa più importante, per noi, è renderci conto di quell’autorità che abbiamo perso nei confronti dei figli e, più in generale, delle ultime generazioni, a livello educativo. Questo è un fenomeno che coinvolge non solo padri e madri, ma anche gli insegnanti e gli amministratori.

Quale fenomeno la preoccupa in particolare?
La ‘disoccupazione’ giovanile, intesa non solo come assenza di lavoro ma anche di studio, è un fenomeno spaventoso che non può che peggiorare la crisi in atto. Spesso però non ci si rende conto che questa condizione è determinata alla base da un problema educativo. Ed è quello di cui parleremo, tra i molti altri temi in programma, in questo incontro.

Come si può tentare di uscire da questa perdita di autorità educativa?
Parlare di questioni così delicate e confrontarsi su questi argomenti è già un passo avanti. Il rischio è di non rendersi conto di cosa stiamo, o non stiamo, facendo per determinare un potenziale fallimento educativo con i nostri bambini e ragazzi. Abbiamo in qualche modo, tutti, determinato un fenomeno che adesso va affrontato. E’ un principio di coscienza: senza la coscienza di un problema non esiste la sua soluzione. Inutile continuare ad addossare le responsabilità a qualcun altro (insegnanti, politici, modelli di riferimento): siamo tutti educatori, dobbiamo rendercene conto.

Qual è il livello successivo?
Ripendere le briglie dell’educazione; non far crescere bambini e ragazzi nella bambagia, non viziarli e non permettere l’abbassamento qualitativo della scuola. In famiglia, come nell’educazione ‘esterna’, devono imparare a cavarsela. Il risultato, altrimenti, è vedere bambini di 7-8 anni che comandano a bacchetta genitori e insegnanti: quale crescita potranno mai avere?

Lo stato di crisi che stiamo vivendo complica le cose?
La crisi è uno strumento di insegnamento. Quando la crisi ridurrà sul serio le ‘paghette’ dei figli e porterà le famiglie a insegnare loro quali sono davvero i diritti e i doveri, allora sarà davvero una crisi dalla quale imparare.

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