Ecco le strategie per "rifiuti zero" a Camaiore

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Obiettivo: il raggiungimento di almeno il 65% di raccolta differenziata nel 2015

“Il nostro comune ha basse percentuali di raccolta differenziata, che lo pongono come fanalino di coda della Versilia – spiega l’assessore – e questo per politiche sbagliate e deficitarie che abbiamo visto negli ultimi anni. Adesso è il momento di recuperare il tempo perduto e dare una svolta decisa per l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini”.
Molte città italiane (125, per un totale di tre milioni e mezzo di abitanti) hanno già assunto la strategia ‘Rifiuti zero’ per ridurre in modo sensibile l’indifferenziato in vista della scadenza fissata al 2020: Camaiore si appresta dunque ad aderire al manifesto internazionale ‘Carta di Napoli’ e a provvedere, attraverso precisi indirizzi alla società SEA e a un piano operativo che fa seguire i fatti ai buoni propositi, ad estendere a tutte le principali e più popolose frazioni del territorio la raccolta differenziata (con il porta a porta, le isole ecologiche e centri di raccolta per materiali ingombranti e speciali).

Nelle previsioni dell’Amministrazione, anche un centro comunale per la riparazione e il riuso, dove oggetti e imballaggi possano essere di nuovi immessi nel ciclo produttivo e di utilizzo attraverso l’apporto di cooperative sociali e mondo del volontariato; di valutare, se necessario, la realizzazione di un impianto per la valorizzazione e il recupero della frazione organica.

A ciò si affianca una decisa posizione a sostegno dell’idea che la lavorazione dei rifiuti raccolti con la differenziata rimanga in Versilia, in strutture esistenti, e che la gestione del ‘secco’ rimanga a Pioppogatto: azioni finalizzate a benefici ambientali, economici ed occupazionali. Rimane poi la netta contrarietà alla pratica dell’incenerimento, in sede di programmazione interprovinciale e di Ato Costa, la cui logica (e il costo ingente) contrasta con la filosofia del riciclo e l’obiettivo rifiuti zero.

Per seguire in modo coordinato e proressivo l’azione amministrativa, sarà costituito uno specifico ‘Osservatorio’ che possa monitorare criticità e soluzioni dei percorsi indicati, seguendo le evoluzioni delle norme e dei percorsi attuabili, che si riunirà congiuntamente alla Commissione consiliare Ambiente.

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