Staccioli: “Mai più un’altra tragedia come quella di Viareggio”

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Staccioli: “Mai più un’altra tragedia come quella di Viareggio”
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Approvata una mozione di Fratelli d’Italia che impegna la Regione a chiedere maggior sicurezza sui treni merci

“La Regione Toscana chieda al Governo nazionale una vigilanza sempre più attenta non solo sull’applicazione delle migliori tecnologie in ambito di sicurezza della circolazione dei treni merci, in particolar modo per quanto riguarda il dispositivo antisvio e la manutenzione dei veicoli e delle linee ferroviarie, ma anche sull’osservanza dei limiti di velocità”.

E’ quanto si chiede in una mozione presentata dal Gruppo regionale di Fratelli d’Italia, prima firmataria Marina Staccioli, mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale.
“Una tragedia immensa come quella avvenuta a Viareggio a fine giugno del 2009 non deve più ripetersi” tuona la consigliera “ è stato pagato un tributo fin troppo alto in termini di vite umane perché venisse alla luce tutta una serie di difetti del ‘sistema’. Altri disastri ferroviari erano stati sfiorati in precedenza con dinamiche simili a quello di Viareggio ed in varie circostanze solo la casualità ed un pizzico di buona sorte hanno evitato conseguenze ben più gravi”.
“La superficialità ed il cinismo con i quali l’Amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, indagato nel procedimento penale del disastro di Viareggio che egli ha liquidato definendolo come uno spiacevole episodio” lamenta Staccioli “vanno stigmatizzati e contrastati con azioni chiare, tempestive ed efficaci”.

“Si è detto, infatti, che tra le possibili cause dell’incidente ci possa essere stato un cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro-cisterna deragliato” illustra la consigliera “ma il convoglio viaggiava, comunque, senza i cosiddetti carri scudo e cuscinetto, carri vuoti che in caso di collisione o deragliamento impediscono conseguenze peggiori. Nell’incidente di Viareggio il carro che ha innescato l’incendio era il primo dopo il locomotore”.
“Inoltre, al di fuori della stazione di Viareggio non erano posizionati i rilevatori di temperatura delle boccole che avrebbero potuto bloccare il treno surriscaldato: l’ultimo rilevatore funzionante che il treno ha incontrato era posizionato ben 120 km prima”.

“Ed ancora” sottolinea Staccioli “sembra che il treno viaggiasse ad una velocità superiore a quella consentita nelle stazioni e che non fosse dotato di dispositivo antisvio, meccanismo antideragliamento che arresta in pochissimo spazio il treno stesso. Ora, tale dispositivo è applicato sui treni ad Alta Velocità ma non su quelli merci nonostante che una previsione normativa del codice civile, contenuta nell’art. 2087, preveda ‘l’obbligo del datore di lavoro di attenersi al principio della massima sicurezza tecnologicamente fattibile’”.

“Insomma, ce n’è abbastanza per reclamare una vigilanza sempre più accorta e funzionante” conclude Staccioli. “Non dimentichiamo che la Regione Toscana versa circa 200 milioni di euro l’anno al Gruppo Ferrovie dello Stato per garantire il servizio ferroviario regionale”.

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