Hedda Gabler: in scena al Teatro Comunale di Pietrasanta il capolavoro di Ibsen

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Il dramma di Ibsen con Manuela Mandracchia diretto da Antonio Calenda in scena al Teatro Comunale di Pietrasanta - venerdì 17 gennaio alle 21.00

Per chi ama la prosa autentica, per chi ama veder recitare come si deve, per chi ama ascoltare attori di grande classe, l’appuntamento è per venerdì 17 gennaio al Teatro Comunale di Pietrasanta con Hedda Gabler, uno dei maggiori successi del norvegese Henrik Ibsen che la Fondazione La Versiliana porta in scena nell’ambito del cartellone di prosa firmato da Luca Lazzareschi insieme a Fondazione Toscana Spettacolo.

Protagonista una grande Manuela Mandracchia, interprete tra le più amate del teatro italiano che sul palco del Comunale sarà affiancata da Luciano Roman.

Opera scritta nel 1890 Hedda Gabler pone al proprio centro una figura che si discosta dall’ideale femminile coevo ad Ibsen. Gelida e altera, consapevole del proprio fascino eppure fragile nella sua intima frustrazione, nella sua incapacità di vivere serenamente la propria femminilità, ossessionata dal successo e rapita da un vortice di egoismo, rivalità, deleteria intransigenza: Hedda Gabler è una delle più problematiche, febbrili e seduttive figure femminili ibseniane.

Dopo la morte del padre, il generale Gabler, con cui aveva condotto vita altolocata, la giovane Hedda sposa per interesse un mediocre intellettuale piccolo borghese Jørgn Tesman che ambisce a una cattedra universitaria. Rientrata dalla luna di miele, Hedda appare del tutto insoddisfatta della sua nuova vita, annoiata, confusa dalla sua stessa femminilità enigmatica e ancor più dal fatto di essersi scoperta incinta, stato che invece il marito non sa intuire. La confusione aumenta quando riappare Løvborg un antico amore di Hedda, scrittore tutto “genio e sregolatezza”. Hedda si isola in un vortice di egoismo, in un cieco slancio di volontà di potenza e di controllo del destino altrui che la distruggerà.

Il regista Antonio Calenda affronta Hedda Gabler dirigendo nel ruolo del titolo Manuela Mandracchia, affiancata da Luciano Roman impegnato nel ruolo del giudice Brack, conservando mirabilmente la vibrante complessità dei personaggi, ogni loro chiaroscuro, assicurando in questo modo all’opera una efficace e dirompente forza. In essa i personaggi, soprattutto femminili, esprimono sempre uno o più nodi tematici che stanno a cuore all’autore, senza però apparire mai semplificativi: conservano invece tutta la loro vibrante complessità, vivono intensamente ogni contraddizione e ciò assicura ai loro profili ed ai loro conflitti una struggente forza emozionale.

«È in questo tormento scuro – commenta il regista – la chiave che li rende moderni. Trovo da questo punto di vista molto significativo un intervento di Roberto Alonge, che sottolinea come Ibsen appaia come una sorta di gemello di Freud. Capace di scavare nel pozzo nero dell’inconscio e di raccontare attraverso il suo teatro inquietudini di assoluta attualità: se da scienziato Freud esterna le proprie scoperte, Ibsen lo fa da artista... Depista, accenna, occulta, ma dalle pieghe del linguaggio, dalle ombre interiori è facile intuire quanti fantasmi incestuosi padre-figlia popolino la scena, quanti drammi psicologici, quanto l’oscurità abbia da rivelare».

I biglietti (21 euro platea, 12 euro galleria – con riduzioni per gli under 25, per gli over 65 e per i diversamente abili) sono in vendita on line su Ticketone.it, e dalle 17 alle 19 presso il Teatro Comunale di Pietrasanta (Piazza Duomo). Info 0584.265733 – 0584.795511 www.laversilianafestival.it

HEDDA GABLER
di: Henrik Ibsen;
traduzione di Roberto Alonge
scene: Pier Paolo Bisleri
luci di: Nino Napoletano
costumi: Carla Teti
musiche: Germano Mazzocchetti
regia: Antonio Calenda
produzione: Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Compagnia Enfi Teatro
interpreti: Manuela Mandracchia, Luciano Roman e con (in o. app.) Jacopo Venturiero, Simonetta Cartia, Federica Rosellini, Massimo Nicolini, Laura Piazza



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