Giulio Casale e Andrea Scanzi chiudono la due giorni del Fatto Quotidiano alla Versiliana con uno spettacolo dedicato a Fabrizio De Andrè

Festival La Versiliana 0

Domenica 7 settembre alle 21.30 in scena sul palco della Versiliana “Le cattive strade.”

Si chiude domenica 7 settembre la Festa del Fatto Quotidiano alla Versiliana con Le Cattive Strade, spettacolo scritto e interpretato da Giulio Casale e Andrea Scanzi, che sarà in scena alle 21.30 e che in novanta minuti ripercorre la carriera di Fabrizio De André. ( I biglietti da 11.50 sono acquistabili presso la biglietteria del Festival La Versiliana e in tutti i punti vendita Ticketone. Info 0584 265757 www.laversilianafestival.it )

Scanzi, giornalista, autore teatrale e scrittore, racconta gli snodi del percorso artistico del poeta e cantautore ligure. Alla sua narrazione si alternano le interpretazioni del cantautore e attore Giulio Casale, capace di personalizzare con rispetto, personalità ed eclettismo il repertorio di Faber.

Il lavoro, che racconta anche il De André meno noto, non desidera canonizzare o - peggio ancora - santificare l'artista. Al contrario, Le Cattive strade intende raccontare, senza agiografie ma con passione, le continue rivoluzioni e le poderose intuizioni (anche musicali) di un intellettuale inquieto. Scomodo. Irripetibile.

Lo spettacolo vive anche di una sua particolare multimedialità che comprende la proiezione di filmati originali di Fabrizio De André, estratti audio, foto rare, ed esecuzioni dal vivo in acustico e anche su base. Da Geordie a Brassens, dal Suonatore Jones alla Canzone del maggio, da Se ti tagliassero a pezzetti ad Anime salve. Senza dimenticare la produzione dialettale e l’apporto fondamentale dei tanti collaboratori avvicendatisi accanto a lui.

E' una storia per nulla sbagliata, quella di Fabrizio De André.
Tra cattive strade e fiori che nascono dove meno te lo aspetti.
Una storia che continua e continuerà, in direzione ostinatamente contraria.

“Di Fabrizio De Andrè si parla tanto. Forse troppo. Un talento inquieto, spigoloso, quasi mai facile. Un uomo bruciato dal desiderio quasi inconscio, e talora da lui stesso mal sopportato, di inseguire e concretizzare rivoluzioni continue. Nessun desiderio di raccontare un santino; molta voglia di restituire gli snodi di un artista vero. Tra i più grandi del Novecento italiano”. (Andrea Scanzi)



“De Andrè è stato come minimo uno tra i più importanti cantautori del secolo scorso. Ognuno di noi che si provi a fare oggi lo stesso suo mestiere gli deve almeno un pezzo della propria chitarra, del proprio cercare e spesso non trovare una voce, e un tono, altrettanto autorevole, impeccabile. Questo basti a darci il senso di restituzione, per il tanto ricevuto. Fuor di retorica, ma proprio solo di pancia, e di cuore.” (Giulio Casale)

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