25 aprile 2016, 71° Anniversario della Liberazione Sant'Anna di Stazzema

Stazzema 0

- Si è svolta a Sant'Anna di Stazzema, nel pomeriggio del 25 aprile, la cerimonia untaria dei Comuni della Versilia per il 71° anniversario della Liberazione, alla presenza del Vice Ministro Riccardo Nencini, durante la quale è stata inaugurata la lapide presso il Monumento Ossario in cui sono scolpiti i nomi dei Martiri di Sant'Anna.
La cerimonia si è aperta con la benedizione della lapide da parte di Don Danilo d'Angiolo, delegato dal Vescovo. Il taglio del nastro è stato effettuato dal Vice Ministro Nencini, insieme al Sindaco di Stazzema Maurizio Verona e ad alcuni superstiti: due delle sorelle Pardini sostenevano il nastro tricolore.
“E' il momento di ringraziare tutti”- ha detto il Sindaco di Stazzema, Maurizio Verona- “le amministrazioni comunali che ci hanno sostenuto con iniziative, lo SPI CGIL, la Regione Toscana, il Governo e il MIBAC, l'associazione Nazionale Funzionari di Polizia, le ANPI di tutta Italia e i cittadini che hanno contribuito. Grazie all'Esercito che, con un'operazione spettacolare ed impegnativa, ha materialmente ricollocato la lapide nei giorni scorsi con il trasporto in elicottero fino a Sant'Anna di Stazzema”. Verona ringrazia chi, a titolo gratuito, ha lavorato per il ricollocamento della lapide. “La ditta Da.Vi. Di Stazzema che ha offerto il blocco di Pietra di Cardoso, l'ing. Rossano Forassiepi che ha coordinato le ditte, il Procuratore Marco de Paolis e il Senatore Massimo Caleo che si sono adoperati per consentire il posizionamento della lapide da parte dell'Esercito. Era importante che quei nomi tornassero ad essere scritti nel luoghi in cui le vittime sono state sepolte: i numeri delle vittime, della strage di Sant'Anna e di tutte le stragi, senza i loro nomi rischia di farci dimenticare chi fossero quegli uomini e quelle donne che sono rimaste uccise”. La ditta Campolonghi ha curato la lavorazione. Verona ripercorre le tappe del 25 aprile. “Oggi non è solo un momento di commemorazione ma di impegno a tornare a quello spirito della Resistenza in cui ciascuna forza politica che aderì seppe rinunciare a qualcosa della propria ideologia e riconoscersi sotto il tricolore. Abbiamo conquistato una libertà, ma non basta. La memoria è un dovere e un impegno: è quello che cerchiamo di fare ogni giorno a Sant'Anna di Stazzema, dove vogliamo ricordare il passato, guardando al presente e ancora di più al futuro. Ancora oggi, come nel 1944, la violenza prende le forme di una strategia pianificata per colpire chi non è parte della guerra come fu in questo luogo: all'epoca si tentò di nasconderla, oggi si mira a colpire l'opinione pubblica in diretta televisiva come è successo a New York, a Parigi, a Bruxelles, in Pakistan e in tanti luogo del mondo. La violenza mette in fuga interi popoli: ogni giorno muoiono persone nel Canale di Sicilia, in un esodo che sta assumendo dimensioni epocali. Fa rabbrividire che paesi europei ergano muri anziché ponti”. Il Sindaco di Stazzema puntualizza la questione del biglietto, dal costo simbolico di 1 euro, per l'ingresso al Museo. “La memoria necessita di risorse. Da tempo chiediamo allo Stato l'adeguamento del contributo annuale che riceviamo per il Parco Nazionale della Pace che non è più sufficiente di garantire lo svolgimento di tutte le attività che durante l'anno vengono organizzate. La mancata risposta ci ha portati ad introdurre il prezzo simbolico di 1 euro per garantire il suo funzionamento, per non far mai mancare risorse alle inziative e non dovendo rinunciare a nessuna delle manifestazion rivolte in particolare ai giovani. Sono loro i nuovi partigiani della memoria”. Enrico Pieri, presidente dell'Associazione Martiri di Sant'Anna, si appella all'Unione Europea. “L'Europa ha bisogno di memoria: lo chiedono i martiri di Sant'Anna, di Marzabotto, dei campi di concentramento. Non dobbiamo costruire muri, ma ponti. Venendo a Sant'Anna si rende omaggio a tutte le vittime della Seconda Guerra Mondiale come a coloro che muoiono ogni giorno nel Mediterraneo per scappare dalle atrocità della guerra”. Lorena La Spina, Segretaria dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia che ha raccolto fondi per la ricostruzione della lapide, ha evidenziato i valori comuni tra Sant'Anna di Stazzema e la Polizia di Stato. “C'è un legame profondo”- ha detto- “e la lapide non è solo un simbolo ma tiene in sé la memoria dolorosa che pervade questi luoghi. Il cammino per la libertà è doloroso e difficile ma non bisogna mai dire la parola fine. Dobbiamo dare ai nostri figli l'esempio con la nostra azione”. Il Presidente del Parlamento degli studenti della Toscana, Bernard Dika, ha ricordato la loro visita proprio lo scorso 22 aprile. “Eravamo qui tutti insieme pochi giorni fa ed è sempre una grande emozione venire a Sant'Anna di Stazzema. I giovani hanno a cuore la memoria ma se in molti non conoscono il significato di date come il 25 aprile, 2 giugno o 12 agosto significa che è colpa di tutti se non è stata trasmessa la memoria ai più giovani. Anche per questo chiediamo al Governo e al Ministero dell'Istruzione di inserire nel programma didattico la cultura della memoria come percorso di studio obbligatorio, una richiesta che finora è caduta nel vuoto ma che recentemente il Consiglio della Regione Toscana ha condiviso e porterà all'attenzione del Ministro”. Per la Regione Toscana, ente che da sempre ha sostenuto l'attività di Sant'Anna di Stazzema, era presente il Consigliere Regionale Antonio Mazzeo. “La condivisione dei valori della Resistenza dà la forza e la misura della maturità della democrazia. Rinnovo l'impegno della Regione Toscana per Sant'Anna di Stazzema: qui affondano le radici le nostre istituzioni, Sant'Anna deve essere luogo di speranza e di rinascita dove la libertà è più forte della morte e della barbarie”. Riccardo Nencini, Vice Ministro alle Infrastrutture, in rappresentanza del Governo, ha tenuto l'orazione ufficiale. “In Toscana dovremmo dedicare il 25 aprile alle donne”- ha dichiarato Nencini. “La Toscana ha 287 comuni; uno su tre fu teatro di un eccidio durante la Seconda Guerra Mondiale. La Resistenza si ingrandì alla fine del '44 e in Toscana ci fu Resistenza vera: non fu facile compiere quella scelta. Le donne rimasero nei poderi con i bambini e gli anziani e spesso in quei poderi furono uccise. Senza le donne il 25 aprile sarebbe zoppo: il loro ruolo fiu determinante. Erano donne e uomini giovani, sui venti anni, che hanno compiuto una scelta senz'altro difficile ma che ha lasciato a noi la libertà, la Repubblica, la Costituzione e l'Europa. In Toscana nacque nel '200 la parola libertà; Dante parlò del libero arbitrio e la libertà è stata conquistata grazie alla Resistenza e a tutti coloro che per essa hanno combattuto e lottato. Sant'Anna di Stazzema è il luogo in cui quelle donne e quegli uomini incrociarono il male assoluto: un calvario che portò alla resurrezione. La storia non dimentica, la storia arriva”.
Dopo la cerimonia, presso il Museo Storico della Resistenza, è stato presentato il libro di Federico Binaglia “Un angelo tra le belve”.

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