Don Minutella guida i cattolici che non accettano l'argentino come successore di Pietro

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Don Minutella guida i cattolici che non accettano l'argentino come successore di Pietro
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Domenica prossima a Firenze raduno internazionale di preghiera

FIRENZE - Il 9 giugno prossimo il Sodalizio Mariano fondato da Don Minutella, sarà a Firenze per una giornata di preghiera internazionale.

Don Minutella, per un giornalista, è un “caso” nel senso che è un uomo di Fede e di Chiesa che fa notizia. Se il giornalista vuol fare cronaca e non ha pre-giudizi.

Siciliano di Palermo da oltre 8 anni ha prima intuito e poi capito che l’attuale gesuita che occupa il soglio di Pietro altro non è che - in termini laici - un impostore.

1) Perché  l’argentino vestito impropriamente di bianco è un impostore?

Innanzitutto voglio ringraziare per questo spazio che mi viene offerto, e poi
trovo simpatico il fatto che si sottolinei che sono un sacerdote di cui si parla.
Bisognerebbe aggiungere: di cui si parla spesso, quasi sempre, male. E
questo perché il mainstream, fondamentalmente in mano ai poteri forti, che
omologano i pensieri delle masse, secondo una direzione prestabilita che tutti
noi conosciamo qual è. Per quanto riguarda Bergoglio, lui è un impostore per
il fatto che non è papa secondo le norme canoniche, giuridiche della Chiesa,
perché anche la Chiesa, come tutti gli stati sovrani, possiede
un’autoregolamentazione che è presente nel Codice di Diritto Canonico.

Questo Codice prevede che un papa possa dimettersi qualora sia libero di
farlo, rinunci al munus, che significa “ufficio petrino”, e lo renda noto in
maniera corretta. Benedetto XVI, quando ha presentato la Declaratio l’11
febbraio 2013 – una data per noi indimenticabile – non ha consegnato il
munus, ha sostituito la parola munus con ministerium. Si tratta di una
questione centrale, che chiamiamo Quaestio Magna, per la quale i giuristi
della corte bergogliana si affannano a dire che si tratta della stessa cosa,
sarebbe una sinonimia munus-ministerium.
In realtà il Codice, come ogni codice che norma e regolamenta la vita di uno Stato, è preciso e va applicato
con precisione, per cui Benedetto XVI avrebbe dovuto scrivere come dice il
canone 332, paragrafo 2, la parola munus, e invece ha inserito la parola
ministerium, proprio perché lui non voleva dimettersi, ma porsi in sede
impedita, cioè non era libero di farlo, è stato costretto dalla Mafia di San Gallo
– sono questioni che tratto da anni – e che possono apparire tecniche
giuridiche, ma che hanno risvolti pastorali e teologici di non poco conto.

Bergoglio da undici anni lavora per le lobby modiali globaliste e non ha mai
speso una sola parola apertamente in favore del patrimonio cattolico di
sempre. È un usurpatore, ma direi anche che è un demolitore dell’identità
cattolica. Bisogna intervenire al più presto perché la coscienza collettiva
cattolica, o quella che ancora lo rimane, acquisisca questa verità.

2) I mass media nazionali hanno cercato a più riprese di ridicolizzare e
soprattutto minimizzare la sua opera. Chi la ostacola con tanta forza?

Questo lo abbiamo già detto nella prima risposta: si tratta di un tentativo
reiterato negli anni di screditarmi agli occhi dell’opinione pubblica. Tentativi
però che falliscono, perché finora il consenso è cresciuto e tante volte questo
consenso arriva da gente che, incuriosita dalla diffamazione sul mio conto, si
ricrede e poi entra a far parte del piccolo resto. Credo di poter affermare con
molta sicurezza che si tratta di un tentativo dei poteri forti di scollare il
consenso ampio che don Minutella ottiene da parte di parecchie migliaia di persone in Italia e nel mondo, in modo che lasciato solo io sia più facilmente
un bersaglio.

Con questo consenso, è più difficile per loro, e così allora si
inventano la storia delle suore sequestrate dalle famiglie, quando invece le
famiglie vengono tranquillamente a Piccola Nazareth, la storia che mi faccio i
soldi, quando invece io li investo immediatamente, com’è sotto gli occhi di
tutti, per l’opera, e tutte le altre baldanzose menzogne che servono
unicamente da parte loro per raggiungere quest’obiettivo che finora non gli è
riuscito: quello di screditarmi, non tanto agli occhi dell’opinione pubblica,
disinteressata, ma convincendo il Piccolo Resto che io sia inaffidabile. In realtà
si ottiene il risultato opposto, perché la gente non smette di rinnovarmi la
fiducia, vedendo che vado avanti nonostante questa campagna diffamatoria,
che ritengo senza precedenti. Un po’ la paragono a quella che ha subito
Benedetto XVI negli anni del suo pontificato.

3) In pochi anni avete creato un punto di raccolta per i cristiani (mi si
consenta il termine) a Carini e presto dovreste riuscire a riaprire quello in
provincia di Treviso. Ma cosa altro c’è nei vostri progetti “mariani”?

La ringrazio per questa ultima espressione “progetti mariani”. Io non ho
creato proprio nulla; è, in un’ottica di fede, la santa Vergine, la Madonna, che
ci spinge, ci sprona, ci ispira e ci suggerisce che cosa fare. Lei ha citato
Piccola Nazareth che è nell’occhio del ciclone – com’è abbastanza risaputo –
e poi, Trebaseleghe che è in provincia di Padova, Diocesi di
Treviso. Quindi sono queste due le realtà strutturali che esistono, però più
che l’aspetto dei beni immobili come Piccola Nazareth (Carini) e il Piccolo
Tabor (Trebaseleghe) io parlerei del bene non mobile né immobile, che sono
le anime, le coscienze che si sono ridestate e hanno capito che Bergoglio
non è il papa, che quella che lui guida non è la Chiesa cattolica, e questo è il
vero patrimonio che nessun potere forte potrà mai strapparci e che cresce
sempre di più. Oggi siamo parecchie migliaia in tutto il mondo, il canale
Facebook di Radio Domina Nostra conta più di 60.000 iscritti, i numeri di
ascolto sono sorprendenti, e il canale Youtube è seguito da più di 53.000
iscritti. Questo è sufficiente perché si diffonda l’annuncio della verità, cioè che
Bergoglio non è il papa e che guida una falsa chiesa e che siamo in presenza
di un attacco senza precedenti alla Chiesa cattolica di Roma. Bisogna
sensibilizzare le coscienze, questo è il nostro compito, al di là delle strutture
che di volta in volta riusciamo ad avere.

4) Il buon pastore è colui che pasce le sue pecore. Non le pare che da venti
anni a questa parte il popolo di Dio sia un gregge disperso?
Questo senza dubbio è sotto gli occhi di tutti. Sono stato più volte in America
Latina per via della missione, e lì si assiste a un esodo di massa di cui non si
parla nei media italiani del mainstream, che è incredibilmente prono ai piedi di Bergoglio, quando ieri con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI erano lì pronti a
scagliare l’ultima pietra. In America Latina c’è un esodo di massa dei cattolici
di tradizione romana verso le sette pentecostali. Le chiese sono sempre più
vuote. Poco fa guardavo il profilo Facebook della Diocesi di Padova: ha
mandato in onda la consacrazione di un nuovo vescovo del clero di Padova.
Ebbene, c’erano centinaia di preti e vescovi, ma la chiesa era vuota, perché
la gente non va dietro a questa multinazionale – come l’ho chiamata nei primi
anni della mia missione – multinazionale della vergogna, la gente avverte, c’è
il sensus fidelium, il senso del popolo di Dio; nonostante il mainstream faccia
credere a una chiesa bergogliana vincente, che ha la meglio, che riesce a
tenere il passo, in realtà la verità è un’altra: le chiese sono sempre più vuote,
la fede è allo sfascio, c’è uno smarrimento del clero senza precedenti, e
questo perché Bergoglio sta applicando la ricetta massonico-satanista di una
distruzione totale del cattolicesimo romano. Naturalmente mette conto
ricordare che non ci riusciranno.

5) Quale è il messaggio del Sodalizio per i cattolici e per i sacerdoti che
ancora pervicacemente e senza alcuno spirito critico seguono un falso Pietro
che da anni va contro la dottrina della Chiesa?

Ai cattolici direi di rendersi disponibili alla verità che gridiamo da anni e cioè
che bisogna non andare a messa in unione col cosiddetto papa “Francesco”
che papa non è a norma delle leggi della Chiesa, non per capricci ideologici,
e che è eretico, apostata e idolatra (ricordo la blasfema processione di
Pachamama in Vaticano nell’ottobre 2019). Chiunque va a messa in unione
con gli eretici, come insegna la Chiesa, commette peccato mortale, quindi
raccomanderei di non andare alle messe in unione col cosiddetto papa
“Francesco” perché è un errore scismatico di gravissima e inaudita
problematicità.
Inoltre, ai sacerdoti raccomanderei il coraggio di venir fuori come stiamo facendo noi del Sodalizio per gridare la verità e salvare le anime e ridestare le coscienze. Solo così Roma potrà essere salvata.

6) La vostra pastorale si svolge anche all’estero: quale è la situazione dei
cattolici laddove gli stessi non subiscono violenze e prevaricazioni?

Lo abbiamo detto pocanzi. In realtà io ho un’esperienza più diretta
dell’Europa centrale e anche di alcuni Paesi dell’Est Europeo, e poi
soprattutto dell’America Latina, e lì si verifica quello che stiamo vedendo in
Italia e cioè un momento di profondo smarrimento, di grande confusione, di
paura per il futuro, di incertezza e soprattutto di smarrimento dottrinale per via
delle attuazioni eretiche di Bergoglio, e questo crea una situazione di
aspettativa di qualcosa che ha molto di apocalittico. Che cosa dobbiamo
aspettarci al prossimo conclave dove la possibilità che venga eletto un papa
opposto a Bergoglio appare del tutto improbabile, dal momento che il collegio cardinalizio creato da Bergoglio in questi anni è del tutto bergogliano? Potrà
venire fuori un altro pseudo-papa che porterà avanti, forse in modo più
mistico e meno disinvolto di Bergoglio, le novità dottrinali ed eretiche, ma per
il resto i veri cattolici dovranno farsene una ragione.
Benedetto XVI, e ancor prima di lui Paolo VI e molte profezie, compreso il Terzo Segreto di Fatima,
parlavano del piccolo resto, di un piccolo gregge che avrebbe conservato la
fede, come leggiamo anche in Luca 18,8: “quando il Figlio dell’uomo verrà
troverà la fede sulla terra?”, e come peraltro si legge nella Seconda Lettera ai
Tessalonicesi di San Paolo, dove si parla dell’arrivo, della costituzione
dell’apostasia dalla fede di tutte le genti, e poi però di una piccola realtà che
diventa – come dice Paolo – “primizia della salvezza”. Quelli siamo noi che
non ci siamo piegati in questi anni, nonostante tutte le prove e le sanzioni
comminate in maniera ingiustificata dalla chiesa bergogliana, pur di
annunciare che Bergoglio non è il papa e che in questo momento siamo in
presenza di un inganno senza precedenti nel cattolicesimo romano.

7) Firenze accoglierà circa 3000 fedeli che si uniranno in preghiera. Alla
“squadra” del sodalizio da dicembre si è unito Don Ramon da Livorno. Perché
è così difficile per i sacerdoti allontanarsi dalla falsa chiesa?

Speriamo che la sua sia una profezia vera, che arriveranno 3000 persone.
Possiamo sperare che lei sbagli per difetto e non per eccesso, che ne arrivino
ancora di più. Comunque sia, la vicenda di don Ramon ha certamente, come
sapete, suscitato una grande reazione emotiva della collettività, soprattutto
giornalistica, del mainstream che non ha saputo spiegarsi questo coming out
così chiaro e deciso di don Ramon, salvo poi scoprire che si è aggregato a
don Minutella, e lì è stato un boomerang per i media che hanno poi
immediatamente provveduto a far scendere il sipario sulla questione, perché
don Minutella resta l’innominato. Io dico scherzosamente che Bergoglio è il
don Rodrigo e io sono l’Innominato, per evocare i Promessi Sposi. Poi
abbiamo anche fra Cristoforo che è fra Celestino. Voglio augurarmi che ne
arrivino tanti a Firenze. La vicenda di don Ramon è certamente rilevante e
vogliamo auspicare che altri sacerdoti lo facciano. Cosa li tiene fermi? Io direi
che prima di tutto è un problema di fede. Se avessero fede sarebbero più
disponibili a questo passo, poi ci sono delle garanzie – a dire il vero – non
proprio nobili, come quella del sistema dell’8x1000 che permette loro di avere
una sicurezza economica, che altrimenti – loro pensano – non potrebbe
essere garantita. Temono forse anche le scomuniche che il “misericordioso” e
dialogico papa Francesco, senza processo, commina a noi, e quindi
rimangono al loro posto, però è un posto ben misero, e qui ancora una volta
porto l’immagine manzoniana – per rimanere nel tema – di don Abbondio,
che, sì cerca in tutti i modi di proteggersi dai bravi, da don Rodrigo, da Renzo
e Lucia, da Agnese, la mamma di Lucia, dal cardinale Borromeo, ma alla fine
non riesce a proteggersi da se stesso e dalle proprie paure. Quella è una prigionia che finisce col diventare asfissiante. Vogliamo pregare la Madonna, e non smettiamo di sperare, che i preti per un sussulto di coscienza
sacerdotale, prima o poi vengano fuori. I tempi sono in mano a Dio, ma noi
abbiamo fiducia in questo.

8) Per concludere: un appello a tutti i “Tommaso” che credono solo se vedono.

Il riferimento a Tommaso, l’apostolo che volle vedere per credere: questo non si può mai del tutto stigmatizzare come un limite. Tutto sommato avere bisogno di prove per credere non è sempre negativo, anche se la fede ha bisogno prima di tutto di un’opzione del cuore e dell’intelletto – questo insegna la teologia cristiana – in ciò che non si vede e che, una volta compiuto l’atto di fede, che si consuma in se stessi,
rende evidente quello che altrimenti non si sarebbe visto. Quindi ritengo che
a tutti i cosiddetti "Tommaso", vada raccomandato di avere il coraggio di un passo in avanti perché ciò che ha sempre cambiato la storia non solo religiosa, ma anche civile, è stata la capacità del passo in avanti, del
salto nel buio che poi si è sempre rivelato salvifico. E c’è luce che ci attende,
c’è speranza – Charles Peguy parlava della virtù della piccola speranza che
portava per mano la fede e la carità. Io voglio credere che questa generazione cattolica non decida di morire asfissiata dietro alle spire della massoneria ecclesiastica capeggiata da Bergoglio ma che decida, prima o
poi, di rispondere doverosamente, con un sussulto di coscienza, che siamo
ancora lì ad attendere e che, siamo certi, arriverà.

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