Intervista esclusiva a Beatrice Venezi, direttrice d'orchestra e autrice di libri

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Intervista esclusiva a Beatrice Venezi, direttrice d'orchestra e autrice di libri
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Ospite domani per l'apertura della stagione n.45 del Festival della Versiliana

PIETRASANTA - Concittadina di Puccini, cresciuta nel suo mito, leggendone le lettere e le interviste, arrivata a suonare e dirigere le sue opere, Beatrice Venezi ha colto l’occasione del centenario pucciniano per scrivere una biografia sui generis del maestro di Torre del Lago: undici racconti, undici momenti di vita con la colonna sonora delle sue opere, a formare una sinfonia di emozioni, sorprese, aneddoti che compongono il ritratto luminoso di un genio controcorrente: ‘Puccini contro tutti – Arie, fughe e capricci di un genio anticonformista’ edito da Utet

Sarà ospite domani pomeriggio all'apertura della 45.a stagione del Festival della Versiliana.

Beatrice Venezi (Lucca, 1990), tra i più giovani direttori d’orchestra donna d’Europa, ha diretto orchestre in tutto il mondo: dal Giappone all’Argentina, dal Libano al Canada. Per Utet ha pubblicato Allegro con fuoco. Innamorarsi della musica classica (2019) e Le sorelle di Mozart. Storie di interpreti dimenticate, compositrici geniali e musiciste ribelli (2020), L’ora di musica Un invito alla bellezza e all’armonia (2022).

E con semplicità e cortesia ha voluto rispondere ad alcune nostre domande relativamente al suo ultimo libro.

Perchè Puccini contro tutti?
"Perchè per quanto oggi sia estremamente conosciuto e considerato dal grande pubblico e sia tra gli operisti più rappresentati al mondo in assoluto insieme a Verdi e Mozart e pochi altri, in realtà nella sua vita ha dovuto lottare molto per affermarsi e al di là di qualche caso sporadico, anche per far piacere la sua musica così innovativa, così moderna, così nuova al pubblico. Un caso per tutti la "Madama Butterfly" proprio perchè il pubblico ha fatto fatica a capire il genio e questo nuovo linguaggio che esplodeva nella modernità assoluta."

"E poi - prosegue la Venezi - faceva parte di una dinastia di maestri di cappella lucchesi eppure non fu accettato forse proprio per la sua estrema genialità e grazie a Dio che non lo fu. fin da ragazzino in realtà il suo destino era di essere contro tutti per poter affermare la propria visione e il proprio genio".

Quale è la vera genialità di Puccini?
Secondo me è il primo e l'unico che comprende appieno la modernità. La sua è una narrazione estremamente veloce, moderna, molto simile a quella del cinema. Peccato che ancora non esistesse (il cinema) , ma lui lo anticipa con una sensibilità precinematografica che oggi conosciamo, ma per l'epoca era qualcosa di assolutamente innovativo. Ci sono - nelle sue opere - dei cambi di situazioni che sono cambi di inquadratura. Il secondo motivo - spiega la direttrice lucchese - è che lui avendo questa propensione alla spettacolarizzazione, a cercare di comprendere fino in fondo quello che il pubblico voleva, in una narrazione più breve e al tempo stesso rapida, comprende la necessità di curare l'immagine dei suoi personaggi. E' il primo "testimonial" della storia per Borsalino, per la penna "Parker" e per molti altri, si fa ritrarre in momenti di vita privata, contribuendo a creare il "mito" intorno alla sua figura.
Poi introduce all'interno della struttura dell'opera italiana che lui conosce perfettamente, struttura che è molto precisa, prevede l'alternanza del recitativo, all'aria, e poi i grandi concertati e i pezzi di insieme, ecc. Tutta la struttura però è basata sull'alternanza recitativo (azione drammatica) aria (sospensione e l'espressione dei sentimenti e delle emozioni): Puccini mantiene intatta sostanzialmente la struttura, ma riempie tutto di melodia dandoci la percezione di un fluire musicale continuativo.
Inserisce anche della sua produzione elementi tipici dell'opera francese come il "colore locale" descrivendo il set cinematografico, attraverso melodie tipiche quindi uno studio musicologico e dall'altro il leit motiv che era tipica dell'opera tedesca. Puccini crea a tutti gli effetti la prima opera europea.
Inoltre non è solo un compositore straordinario, ma anche un grandissimo orchestratore.

La modernità di Puccini è nei libretti? negli spartiti? Negli abbinamenti testi-musica?
Anche. Oltre a quello che ho già spiegato. C'è una ricerca anche sotto il profilo testuale e lo confermano gli scambi epistolari con i suoi librettisti in cui lui interviene a gamba tesa. la famosa frase "E muoio disperato" dell'aria "E lucean le stelle" di Tosca è sua, non è dei librettisti. La verità è che a Puccini interessava il dramma, la drammaturgia, la musica in funzione del dramma, il testo in funzione del dramma stesso. Puccini era un uomo di teatro a tutti gli effetti."

E' un volo pindarico affermare che Puccini sta al melodramma come Tchaikovsky sta alla danza?
"Riduttivo sicuramente pensare a Tchaikovsky solo per la danza perchè era un grandissimo sinfonista. Uno dei punti che hanno in comune questi grandi compositori è che erano due grandissimi orchestratori e poi il tipo di scrittura: precisissima perchè sanno sempre cosa vogliono ottenere dall'orchestra"
"Hanno tanti punti in comune - spiega ancora la Venezi - anche sulla melodia che emerge sempre, sulle architetture che se pur diverse in sensibilità, ma è sempre la melodia l'elemento portante. Per la mia sensibilità la risposta è SI, se penso all'opera in primis penso a Puccini, perchè per me lui è teatro perchè cioò che conta è solo il dramma, costruito attraverso una musica indimenticabile una musica inimitabile, con vette di genialità assolute e lo stesso vale per Tchaikovsky.
Non me ne vogliano i detrattori di Puccini che sono coloro che negli ultimi 100 anni hanno sempre detto che la sua era musica per sartine, troppo semplice, troppo pop, c'è chi l'ha definita musicale. Senza nulla togliere al musical Puccini ha diritto appieno di stare nell'Olimpo dei grandi compositori, di quei compositori che hanno segnato veramente il '900 musicale e internazionale.
Per altro possiamo senza dubbio affermare che il melodramma italiano muore con Puccini. La sua è musica estremamente complessa, ma pur nella sua complessità riesce a toccare le corde più profonde dell'animo umano".


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