"Fra", ovvero San Francesco menestrello di Dio: intervista esclusiva con Giovanni Scifoni
Festival La Versiliana lunedì 15 luglio 2024 0
Mercoledì al Teatro della Versiliana dalle 21:30
MARINA DI PIETRASANTA - Se chiedi a un ateo anticlericale “dimmi un santo che ti piace” lui dirà: Francesco.
Perché tutti conoscono San Francesco? Perché sono stati scritti decine di migliaia di testi su di lui? Perché è così irresistibile? E perché proprio lui?
Giovanni Scifoni in un divertente monologo in occasione degli 800 anni del presepe di Greccio, come dice l'autore: "la più geniale (e più copiata) invenzione di Francesco".
Lo spettacolo si interroga sull'enorme potere persuasivo che genera su noi contemporanei la figura pop di Francesco e percorre la vita del poverello di Assisi.
L’evento fa parte di “A TEATRO CON FRO”, iniziativa nazionale di raccolta fondi: parte del ricavato della serata sarà donato alla Fondazione Radioterapia Oncologica Onlus. https://fro.care
1) Piacere Giovanni, ci presenti Francesco?
Il mio è un Francesco, come dice il sottotitolo del mio spettacolo, superstar del medioevo perchè realmente egli è stato uno degli uomini più famosi del medioevo e lo dicono i documenti, basti pensareche il nome Francesco non esisteva prima di lui, è un soprannome, che significa "francese" e dopo la sua morte tutte le mamme hanno iniziato a chiamare i figli (e le figlie)con il nome di Francesco/a. Oggi è ancora un nome molto diffuso. E poi era un grandissimo performer: lui predicava, andava nelle piazze, si faceva invitare ai banchetti e "performava" in modo straordinario. Le testimonianze del tempo ci dicono che avesse imparato l'arte "trovatorica", probabilmente dalla madre che l'aveva portato a vedere i giullari francesi. Sapeva a memoria "la chanson de geste" (in lingua d'oil). E di Francesco, nello spettacolo, affronto questo aspetto perchè di Francesco non si può raccontare tutto. E' impossibile. Sono talmente tante che rappresentano la sua figura, talmente tanti i suoi volti... Ci si perde... ho letto tantissimo, ma davvero tanto, ma la bibliografia è sterminata... Racconto - prosegue Giovanni Scifoni - solo il Francesco artista, il Francesco performer perchè questo è l'aspetto che mi ha colpito di più e che sento più vicino. Ognuno (Zeffirelli, Cavani, Fò, Branduardi per citare alcuni esempi) racconta ciò che Francesco ha acceso nella propria vita. A me ha colpito molto il suo rapporto con la fama e il suo rapporto con la "vanitas" di Francesco e di questo parla il mio spettacolo".
2) Francesco tanto tanto pop a me non pare, lo trovo piuttosto figlio del suo tempo, meno che mai frickettone. Ma stiamo parlando dello stesso Santo?
"Frickettone assolutamente no, è l'immagine che si è voluto dare, soprattutto negli anni '80. Ma niente a che vedere con il mio "Fra". Questa immagine va assolutamente scardinata perchè Francesco è "tanta roba", è tante figure. Figlio del suo tempo nel senso che è profondamente radicato nella cultura cristiana medievale, ma direi piuttosto il contrario: è il suo tempo che è figlio di Francesco, è il medioevo, dal 1200 in poi che comincia a vedere e a ragionare il mondo come lo vedeva Francesco. Il pensiero francescano ha rivoluzionato il mondo e ha spazzato via tutto il resto. Francesco era un uomo della povertà, e della rinuncia, ma era anche l'uomo della gioia, amava il godimento. Odiava il possesso. Amava la condivisione, l'agape. Puniva i frati tristi, perchè un cristiano non può essere triste, e così anche i frati ridevano sempre, per evitare le punizioni di Francesco, che però si rende conto che ridevano anche durante le Sante Messe per cui iniziò anche a punire i frati che ridevano troppo. Era davvero incollocabile, un pazzo scatenato forse diremmo oggi, molto contradditorio.
3) Ho letto che il tuo monologo è accompagnato da strumenti musicali: liuto, viola? vuoi parlarcene?
Iniziamo parlando del mio amore sviscerato per Luciano di Giandomenico che è il compositore di questa meravigliosa musica e che suona vari strumenti. E' accompagnato da Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli che sono dei fenomeni. Luciano ha preso le laudi medievali, in particolare quelle di Jacopone da Todi e le ha riarrangiate in chiave rock progressive, jazz, sonorità di musica classica romantica, un po' di tutto... c'è questo travalicare i secoli che è esattamente quello che raccontiamo con il nostro spettacolo dove raccontiamo sì Francesco, ma anche il mondo di oggi. In sintesi: è una musica di grande impasto sonoro chiaramente ci sono strumenti antichi, ma ci sono anche strumenti contemporanei."
4) Quale messaggio tra l'ironico e il serio vuoi far passare al pubblico della Versiliana?
Lo spettacolo ha una forte componente comica che io uso un po' come grimaldello per avere un po' captatio benevolentiae, visto che in genere si usa la comicità per poi affondare il colpo su temi più seri e di riflessione. Il tema, nel mio caso, è quello del rapporto con "sora nostra morte corporale" che sarà il finale dello spettacolo...
La morte è una di casa, sta lì, come direbbe Francesco, mangia, cucina, guarda la tv, è una con la quale abbiamo a che fare tutti i giorni, non solo nel momento della nostra morte.
E poi c'è l'altro messaggio, quello sulla vanitas di cui ho già accennato. Francesco alla fine rinuncerà al successo e questa è la cosa che mi ha incuriosito. Alla fine della sua vita lui rinuncia alla cosa più complicata, la più dura, la rinuncia al consenso. Da uomo famosissimo, capo dell'ordine più potente e di successo (ordine francescano che contava 15mila persone), da grande predicatore, raccoglieva intorno a se' migliaia di persone, dice "basta" perchè capisce che forse più che fare la volontà di Dio, stava cercando la sua gloria personale, realizzava in se stesso.
E questo argomento è assolutamente attuale: oggi si può (forse) rinunciare al denaro, ma mai al consenso. Questo è il più grande insegnamento che ci può dare Francesco.
5) Domandona personale: sei ateo, cristiano cattolico, agnostico, buddista o che altro? e quindi... perchè San Francesco?
"Io sono cattolico, perennemente in crisi, ma fermamente credente e praticante. Francesco è la persona più vicina a Cristo che sia mai apparsa sulla terra. Studiare Francesco ed entrare nella sua spiritualità, immaginarsi come era , era immaginarsi come potrebbe essere un uomo che veramente vuol assomigliare a Gesù Cristo. Essere santi non è così complicato alla fine, basta vedere cosa ha fatto (San) Francesco".












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