Gennaro Duccilli si è svelato in esclusiva prima del debutto in Versiliana
Festival La Versiliana venerdì 9 agosto 2024 0
Nello spettacolo "Cattivi, l'incanto dell'ombra: i personaggi malvagi nel teatro di ogni tempo"
Debutterà il prossimo 13 agosto alle 22 nel teatro La Versiliana lo spettacolo "Cattivi, l'incanto dell'ombra: i personaggi malvagi nel teatro di ogni tempo: da ?echov, Shakespeare, Artaud, Camus, Laforgue, Wilde, Stevenson, Melville, Nabokov, Edgar Allan Poe", scritto e interpretato da Gennaro Duccilli, con Eleonora Mancini e Giordano Luci.
1) Si può partire dal cattivo per arrivare al buono?
“Dr. Jekyll: Il bene e il male sono intimamente allacciati nella nostra anima. Ora provate a supporre che si possa separarli sciogliendo il laccio, liberare il bene per farlo ascendere ai suoi alti destini, e segregare il male, il male che è in tutti noi.
Dr. Lanyon: In base a quale criterio asserisce che ci sia del male in tutti noi?
Dr. Jekyll: Oh, ma come non è vero, forse? Non saremmo ipocriti se lo dovessimo negare? In fondo, abbiamo tutti dei pensieri che non potremmo esprimere ad alta voce. E proviamo tutti dei desideri che non potremmo soddisfare in un salotto.”
La nostra comprensione del bene e del male, come esplorato nel dramma di Stevenson, suggerisce che questi due aspetti sono profondamente intrecciati dentro di noi. Dr. Jekyll, nel suo dialogo con Dr. Lanyon, propone l'idea rivoluzionaria che il bene e il male, pur essendo legati, possano essere separati. Questa possibilità apre la strada a una riflessione sulla natura umana: se potessimo isolare e affrontare il 'male' in noi, potremmo forse liberare una forma più pura e elevata di 'bene'.
Tuttavia, ciò che Jekyll sottolinea, e che è cruciale per comprendere il nostro approccio alla domanda, è l'ipocrisia nel negare l'esistenza del male dentro di noi. Ognuno di noi ospita pensieri e desideri che, se espressi liberamente, potrebbero essere considerati inaccettabili o 'cattivi'. Eppure, è proprio questa accettazione e il confronto con il nostro lato oscuro che possono innescare un processo di trasformazione.
In conclusione, partire dal 'cattivo' per arrivare al 'buono' non solo è possibile, ma può essere visto come un percorso di purificazione e di crescita personale. Riconoscendo e affrontando il male in noi, possiamo aspirare a realizzare il bene in forme più consapevoli e autentiche, illuminando così il legame inestricabile tra questi due poli della nostra esistenza.
2) Le maschere del teatro classico spesso sono spaventose: più facile parlare del male piuttosto che del bene??
Uno dei personaggi dello spettacolo Cattivi recita la seguente battuta: “Le dà fastidio se indosso la maschera? Una maschera nasconde la faccia ma libera l’anima, una maschera dice la verità.”
3) Come nasce lo spettacolo e cosa vuol significare quando si chiude il sipario?
Lo spettacolo trae ispirazione da “Il codice dell’anima” di James Hillman, dal concetto di daimon e, in particolare, dal capitolo sul “seme cattivo”.
Hillman utilizza il concetto junghiano dell’ombra, che rappresenta gli aspetti nascosti o repressi della personalità. Egli sostiene che il riconoscimento e l'integrazione dell'ombra siano essenziali per la comprensione della propria natura e per la crescita personale.
Il teatro, attraverso la catarsi, offre un mezzo potente per questo confronto, permettendo al pubblico di elaborare e integrare queste esperienze emotive.
“Si chiude il sipario e sciamano via le lucciole degli applausi. Dietro le palpebre oscillo nel rossore del buio.”
4) Che ruolo hanno nello spettacolo Eleonora Mancini e Giordano Luci?
Eleonora Mancini interpreta il daimon dell’attore (sempre secondo l’accezione di Hillman), interpretato da Gennaro Duccilli, e tutti i personaggi femminili della pièce (tra i quali: Salomè, Beatrice Cenci, Desdemona, Lolita). Giordano Luci è il suggeritore, personaggio che si ispira a quello de “Il Canto del Cigno” di Anton ?echov e interpreta Humbert, Jago, Starbuck, e altri personaggi.












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