Ornella Giusto, donna di passione legge stasera Garcia Lorca al Chiostro

Festival La Versiliana 0
Ornella Giusto, donna di passione legge stasera Garcia Lorca al Chiostro
0

Intervista esclusiva a questa grande attrice di teatro, cinema e tv

PIETRASANTA - Intanto complimenti per la sua carriera e per l'intensità che traspare dal suo volto. Una intensità "classica" che sicuramente l'aiuta nell'interpretare i classici come si legge nel suo curriculum.

1) Lei ha avuto la fortuna di lavorare con Arnoldo Foà. Un grandissimo attore, che ricordo ha di lui?

"Con Arnoldo Foà non abbiamo mai lavorato insieme però è stato un mio maestro e grazie a lui ho imparato ad interpretare, magari la poesia in un certo modo. Poi ho conosciuto la sua compagna e per un certo periodo ci siamo frequentati e andavamo a teatro insieme, per cui c'è stata una bella amicizia. Lui per me è stato davvero un grande maestro.
Ho sempre amato la poesia perchè nonno materno, era un noto avvocato penalista di Catania ed era presidente dell'Elio d'oro, ogni anno partecipavano a questo premio molti artisti e anche io ho presentato alcune mie composizioni. Ho sempre amato la poesia e una delle prime poesie che ho scritto l'ho dedicata a mia madre dal titolo "O donna, donna mia" e poi ho scritto un libro dal titolo "Il rumore dell'anima, dedicato ai miei silenzi" che fu presentato da Felice Laudadio (per alcuni anni presidente di Europa Cinema ndr) alla Casa del Cinema di Roma.
La poesia aiuta molto anche a prepararti per un provino perchè ti aiuta a capire i silenzi e le pause, che sono fondamentali per chi fa questo mestiere.

2) Le sue tante donne "televisive" hanno qualcosa in comune e se sì cosa? e cosa lei ha portato ai suoi personaggi?
Qualcosa in comune c'era, mi sono sempre ritrovata in loro, ruoli di donne forti, per cui penso di essere una donna molto forte, pur con tutte le fragilità, grazie alle quali però c'è una grande forza. Ruoli che mi hanno aiutato a lavorare dentro di me, ho fatto un buon lavoro introspettivo. In ogni ruolo ho sempre cercato di dare il meglio di me e rispettare anche nei ruoli drammatici, il dramma che queste donne vivevano all'interno del personaggio. L'empatia, la sensibilità di entrare all'interno è stato molto importante per me. La migliore palestra è la vita che viviamo ogni giorno e se si riesce a vivere intensamente le proprie esperienze sicuramente per chi fa questo mestiere, possiamo calarci nel personaggio con una certa semplicità e facilità. All'interno dei miei personaggi ho arricchito ciascuna con questo mio bagaglio, con l'esperienze ho sempre cercato di dare anche per lasciare contento il regista o la regista. E' una cosa a cui tengo molto.


3) Il teatro, mi pare, sia il suo "grande amore": si parla di Verga e di Lorca (nel suo ultimo spettacolo) : due pietre miliari: come raccontarle (e scriverle) al pubblico "social" di oggi?

"Il teatro sì, è il mio grande amore, ed il teatro, per un attore, è una grande palestra, un mettersi in gioco, una dura prova, perchè il teatro è disciplina, serietà, è impegno e non è una passeggiata. L'impatto con il pubblico è bellissimo, sentire la sua energia: sono una attrice che ama molto donarsi al pubblico, emozionare... sono passionale e anche molto empatica per cui riesco ad entrare in simbiosi e percepisco se il pubblico è più o meno attento.
Un altro grande amore è Giovanni Verga: ho fatto un duro lavoro collaborando con insegnanti dell'università di Catania che mi hanno dato un po' di materiale, altro ho trovato io, per cui ho sempre cercato di fare un ottimo lavoro così come con Garcia Lorca.
Amo la Spagna e amo la poesia e amo gli autori passionali. Mi rivedo in Lorca tantissimo, un uomo forte, una persona che ha sofferto molto, per cui la poesia è il tramite grazie al quale lui si sentiva libero di esprimersi, libero di poter esternare i suoi sentimenti, la sua passione, il suo amore, tutto quello che in quel periodo non era visto bene. Lui era molto avanti, era un innovativo, un uomo per la vittoria, per la lotta, un uomo che amava sicuramente anche il rischio.
Mi rispecchio molto in questi personaggi perchè si avvicinano molto alla mia anima: ho affrontato il tema della libertà, perchè le emozioni sono il motore della vita e nel momento in cui noi non viviamo le nostre emozioni appieno in libertà, avvengono tutti quei disturbi e problemi che ha la società di oggi come per esempio la depressione, gli stati d'ansia, il non capire chi si è".
Lorca è la storia e quello che è accaduto in passato si ripete oggi. Al pubblico social posso dire di non mollare mai, di ascoltare sempre il proprio cuore, di sentirsi liberi di esprimere e di non avere paura di dire ciò che si pensa anche nei momenti di paura e sconforto. bisogna cercare sempre di raccontarsi, di esprimersi, anche se a volte non è facile.

4) Capitolo cinema: Tornatore e Virzì, due nomi importanti del cinema italiano d'autore: nel futuro ancora cinema, tv o ancora Garcia Lorca?
Due esperienze bellissime. Tornatore è stata la prima esperienza sul set, lui siciliano come me, in Malena ho lavorato in Marocco ed ho respirato l'atmosfera di un set pazzesco, bellissimo e ho un ricordo indelebile. Con entrambi ho lavorato molto bene, sono entrambi pazienti e pignoli, persone preparate e vorrei continuare a lavorare con bravi registi e che riescono a prenderti per mano e a continuare a riempire il mio bagaglio perchè per un attore è sempre un ricominciare da capo, e ogni volta si deve dare il meglio di sè. Continuerò a fare cinema e tv e chi sa porterò ancora in giro Garcia Lorca e altri lavori importanti.

5) La sua prima volta in Versiliana, emozionata? Che rapporto ha con la Toscana, a parte il livornese Virzì?
"Era da tempo che volevo portare uno spettacolo all'interno di una vetrina prestigiosa come la Versiliana e devo dire grazie a me stessa e a chi ha creduto in me. E' importante per me riuscire a realizzare i progetti, anche se a volte faticosi. Cerco sempre di non mollare mai perchè quando credi in qualcosa e lo fai con impegno e grande amore, le cose prima o poi arrivano. Perchè se tu ci credi chi è di fronte a te, crede in te.
Ricordo una battuta che mi fece Albertazzi quando gli dissi, una sera alla fine dello spettacolo "Le memorie di Adriano", "Come mi piacerebbe tanto lavorare con lei" e lui mi guardò negli occhi, mi strinse la mano e mi disse: "Insisti". Mi è bastato solo questo per capire tante cose. Poi lui volò via... un grande maestro. Ho un bellissimo rapporto con la Toscana, dove ho lavorato per un mediometraggio (Io faccio il rock) a Firenze nel 2008, che fu poi presentato in Palazzo Vecchio da Leonardo Pieraccioni. Poi al Festival Floriano mi hanno coinvolta per leggere alcuni sonetti si Shakespeare ed è stato molto bello.
Mi piace tornare in Toscana, mi disintossico e mi rigenero dalla vita romana che è davvero frenetica, anche se vivo da oltre 30 anni a Roma".






--

Ultime notizie pubblicate

Viareggino.it, il Portale internet che "vive" Viareggio e la Versilia
Scrivici: info@viareggino.com
Ufficio Stampa: stampa@viareggino.com
Telefono: 389-0205164
© 1999-2026 - Proprietà Viva Associazione Culturale | P.Iva 02361310465

Iscriviti a Viareggino

120316276

Torna su