Intervista esclusiva a Cristina Manetti, promotrice de "La Toscana delle donne"
Festival La Versiliana sabato 24 agosto 2024 0
Lunedì pomeriggio al Caffè de La Versiliana
MARINA DI PIETRASANTA - Il pomeriggio del 26 agosto nell’ambito della rassegna degli “Incontri al Caffè de La Versiliana” la Capo di Gabinetto Cristina Manetti, insieme alla regista toscana Cinzia Th Torrini e Marco Voleri, direttore artistico del Mascagni Festival, presentano la terza edizione de "La Toscana delle donne" accompagnati dall’esibizione del pianista Massimo Salotti e la soprano Alessia Battini.
Alla giornalista Crstina Manetti abbiamo sottoposto alcune domande a cui cortesemente ha voluto rispondere.
1) Da anni la politica cerca di portare avanti azioni di sensibilizzazione, ma i femminicidi e le violenze proseguono. Cosa manca agli uomini di oggi?
"In una prospettiva più ampia, direi cosa manca alla nostra società di oggi, che è ancora prigioniera di stereotipi e di visioni non all’altezza di un paese che vogliamo civile. Manca una cultura dell’affettività – e piuttosto c’è una diffusa cultura, se la vogliamo chiamare così, della affermazione individuale e della sopraffazione. Anche se diversa strada si è fatta, non è certo venuta meno l’idea dell’amore come possesso; narcisismo e fragilità emotiva sono i possibili semi di futura violenza. Non si tratta di giustificare ma nemmeno di credere che basti la nostra indignazione dopo ogni femminicidio. È da lontano che si deve partire, a mio parere anche da percorsi educativi che fin dalla scuola facciano crescere una cultura dell’affettività".
2) I narcisisti (maschi) sono una categoria sempre più pericolosa per le donne: perchè ce ne sono così tanti in giro?
"È vero, di narcisisti ce ne sono tanti, ce ne sono di più: ed è un tema da porsi seriamente, non da liquidare come si fa con qualche difetto trascurabile. Non basta dire: son fatti così. Gli uomini narcisisti possono essere pericolosi per le dinamiche di potere e controllo che instaurano. E c’è la possibilità che le donne si ritrovino intrappolate in relazioni tossiche. Ma questo è un fenomeno complesso, da attribuire a vari fattori socio-culturali, psicologici e mediatici.
La società contemporanea punta sul successo personale, sul primato dell’immagine, sull’individualismo. Tendenze che sono rafforzate dalla crisi delle rete sociale e persino da certe dinamiche sui social che promuovono la continua auto-promozione e un'immagine idealizzata di sé.
Anche su questo c’è una grande battaglia culturale da fare".
3) La paura spesso impedisce alle donne di difendersi e denunciare. Come aiutarle a diventare più forti?
"Facendo in modo che non siano sole. O che non si percepiscano sole anche quando non lo sono, perché in realtà intorno ci sono reti di protezione.
In ogni caso credo ci sia da aver più paura di ciò che può succedere facendo sì che certe situazioni proseguano e magari peggiorino grazie al silenzio.
Quanto stiamo facendo col nostro progetto Toscana delle donne in realtà va in questa direzione. Alla spirale del silenzio contrapponiamo una dinamica positiva che tiene insieme visibilità, sostegno, dignità".
4) Quali sono le prossime azioni che saranno promosse dalla Regione Toscana?
"In questi anni abbiamo fatto molto e sono convinta che si sia imboccata la strada giusta. Il nostro progetto non è solo una sommatoria di politiche che, grazie all’impegno del governo regionale del presidente Eugenio Giani, hanno puntato sulla parità di genere. Da tutto questo è emersa una comunità di donne, e anche di uomini, che si sono fatte carico del cambiamento.
E sempre di più questa nostra battaglia interesserà l’intero territorio regionale".












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