Alessandro Del Dotto nuovo candidato del PD Viareggino?
Politica domenica 15 febbraio 2026 0
Infuriano le polemiche e arriva la risposta dello stesso Del Dotto
VIAREGGIO - Federico Pierucci (Rete Civica) stamani in pieno clima carnevalesco ha fatto una riflessione politica, mentre la vecchia guardia rappresentata da Fabrizio Manfredi boccia Maineri, boccia le primarie e candida Del Dotto dal Perù.
Riportiamo entrambi gli interventi.
"POSTI IN PIEDI.
In questa terza domenica di Carnevale Viareggio si sveglia con uno spettacolo rappresentato dai partiti tradizionali a dir poco vergognoso.
Il centrosinistra vede almeno 3 candidati con la tessera in tasca del PD…che si scannano a vicenda…più 1 immancabile candidata delle sinistra radicale.
Il centrodestra con 1 candidato di Forza Italia, un segretario di Fratelli d’Italia sfiduciato dopo aver flirtato per un annetto con l’attuale Sindaco, ragionando sull’appoggio alla candidatura di questo o quell’assessore della Giunta in carica, la Lega spaccata, con Vannacci che ha sbattuto la porta, resuscitando vecchi perdenti che ora si sentono geni, e vogliono dir la loro sul sindaco.
Insomma tutti vogliono fare il SINDACO, posti in piedi!
Nessuno però parla di cosa dovrebbe fare il prossimo Sindaco per la città…nessuno spende una parola per quello di cui Viareggio avrebbe davvero bisogno, i programmi non contano, le idee non contano, contano SOLO le ambizioni personali.
Qualcuno potrebbe insomma dire che a Viareggio la politica locale è tutta un Carnevale…se non fosse invece che il nostro Carnevale è una cosa serissima, estremamente più seria di questo spettacolino deprimente….
Nel mezzo a tutto questo ci siamo noi della Rete Civica, gli unici che hanno fatto e stanno facendo un percorso vero di confronto con la città, un programma vero, gli unici che hanno presentato proposte e stanno promuovendo dibattito stando fuori da queste logiche di spartizione.
E di questa scelta rimaniamo fermamente convinti!
Buon corso a tutti!"
"VIAREGGIO : UNA PREZIOSA OPPORTUNITÀ POLITICA
Seppur in extremis la disponibilità manifestata da Alessandro Del Dotto a poter divenire il candidato unitario delle forze progressiste cittadine per la carica di Sindaco è una preziosa opportunità politica.
Da molto tempo ho ritenuto che questo, per la caratura e per il gradimento politico ed elettorale, sarebbe stato il nominativo più naturale che il PD avrebbe dovuto sottoporre al tavolo delle forze progressiste ma la sua candidatura alle recenti regionali e la repentina e rigida blindatura che la segreteria comunale del PD decise di fare sul nome di Federica Maineri a settembre impedirono alla cosa di prendere corpo.
Adesso, alla luce del fatto che su Maineri non vi è stata convergenza e che è stata quindi imboccata la strada della convocazione di primarie con tutti i rischi che esse comportano , la novità che Del Dotto manifesti la sua disponibilità ad essere ripreso in considerazione per ricomporre il quadro ed evitare rischi di evidenti lacerazioni è una cosa che gli fa onore e che non può certamente essere lasciata cadere nel vuoto.
Sarebbe imperdonabile che le forze politiche ,ad iniziare dal PD Regionale , non ritenessero di promuovere un supplemento di riflessione al riguardo e magari prese dall'abbrivio delle "salvifiche" primarie abdicassero al proprio ruolo di soggetti vocati sino all'ultimo a trovare soluzioni condivise ed unitarie senza affidarsi a procedure non a caso ormai quasi in disuso .
Confido quindi che i vari gruppi dirigenti ,con il contributo fattivo dei candidati alle primarie , offrano una coraggiosa prova di responsabilità e concedano a sé stesse ed all'elettorato progressista della città una nuova possibilità nel tentativo di riuscire a fare ciò che purtroppo non sono state in grado di fare sino ad ora ma che è comunque ancora alla portata delle donne e degli uomini di buona volontà.
Auspico che essa prevalga nelle prossime ore. Fabrizio Manfredi"
Ed anche Giorgio Del Ghingaro dice la sua: "Il forestiero
A Viareggio ho fatto il sindaco per dieci anni. Due elezioni vinte. Un dissesto affrontato. Una città rimessa in piedi.
Eppure, per qualcuno, resto “il forestiero”.
Non sono nato qui, mi dicono. Come se l’amore per una città si misurasse all’anagrafe e non nel lavoro, nelle scelte difficili, nella responsabilità.
Poi guardo cosa succede oggi.
Nel Pd arriva una candidatura da Camaiore, un’altra da Lucca, un’altra ancora direttamente dal Perù. E c’è chi aspetta la discesa da Barga, come fosse l’atterraggio di una missione spaziale.
Insomma, tutte le ambizioni portano a Viareggio.
All’improvviso è pieno di “forestieri”. E questa, devo dire, è una buona notizia: almeno non mi sento più solo.
La differenza è che qui non si discute di Viareggio, ma di posizionamenti, correnti, equilibri, strapuntini e poltroncine. Uno spettacolo triste, desolante, del Pd, che ha il proprio epilogo dietro le quinte: un partito ridotto in frantumi, senza una direzione, solo personalismi esasperati attratti dal potere e nessun interesse vero per Viareggio.
Nel frattempo, la città resta lì. Con la sua dignità. Con la sua storia. Con quelli che la governano per amore e non per interesse.
E con una certezza semplice: i comuni non hanno bisogno di proprietari, ma di persone che le servano davvero. Anche se, per qualcuno, resteranno sempre “forestieri”.
Il mio augurio è semplice: che non tornino i vecchi metodi e la vecchia politica in una città che ha dimostrato al mondo di poter cambiare.
Per questo le forze civiche devono continuare, con determinazione e coraggio, il lavoro fatto in questi anni. Per non lasciare la guida della città ai “forestieri” veri: quelli che arrivano per prendersi qualcosa, e non per dare tutto."
Scriveva la Maineri l'8 ottobre 2025: Questi sono giorni importanti per me, e sento prima di tutto il bisogno di dire grazie.
Grazie alla comunità politica di cui faccio parte, a chi mi ha incoraggiata, a chi mi ha dato fiducia e a chi si è seduto accanto dicendo: “sì, voglio dare una mano!”
Accolgo questa proposta di candidatura a Sindaca con grande senso di responsabilità, consapevole dell’impegno che richiede ma anche della forza che può nascere intorno ad un sogno collettivo.
Il mio nome, quello che il Partito Democratico indica per guidare Viareggio, è una proposta aperta e trasparente, che sarà parte di un percorso condiviso e di coalizione: nasce dall’ascolto e dal desiderio di costruire insieme,
senza muri né pregiudizi, un progetto che metta al centro la nostra comunità.
Una comunità che ha bisogno di essere servita, non comandata.
Una Viareggio che deve tornare al centro delle politiche versiliesi, capace di dialogare con tutti i Comuni e di fare rete per il bene del territorio.
Con orgoglio, passione e rispetto per tutti, inizia un viaggio in cui ascolto, confronto e partecipazione faranno da bussola.".
E dopo la presentazione di ieri, la candidata incontrerà i cittadini domani sera al Centro 4.0."
Ed ecco la risposta di Del Dotto dalla sua pagina FB:
"Oggi si fa un gran parlare della mia candidatura a Sindaco di Viareggio, ma ci tengo a fare qualche precisazione perché non mi piace che trapeli ció che non penso e non ho mai pensato.
Io non mi sono “candidato a Sindaco”: per essere candidato serve un partito che ti proponga e una coalizione che ti sostenga, e io non ho nessuno dei due.
Confermando quel che ho scritto al mio partito in una lettera ufficiale - a precisazione di quello che aveva dichiarato alla stampa il Segretario del PD di Viareggio, Filippo Ciucci - ho solo detto che dopo la fine delle regionali nessuno me lo ha piú chiesto e che se mi fosse stato chiesto ci avrei pensato laddove fossi io la condizione di unità del cantiere intero (tutti, nessuno escluso).
Questo presuppone comunque due cose: a differenza di altri, non mi butto nell’agone contro la volontà del partito e non mi sono proposto in opposizione a Federica Maineri, che riconosco essere la legittima candidata del PD nelle elezioni primarie. Io sostengo il mio partito e sostengo la sua candidata, e non mi metto a fare guerre né a fare capricci.
Non mi pongo, non mi sento e non sto fuori dalle scelte del partito, che ricevono e riceveranno il mio sostegno attivo e il mio rispetto, senza riserve.
Peró, ben oltre i dibattiti interni al PD, mi son sentito di dover insistere a esprimere un auspicio all’intero cantiere del centrosinistra, guardando al valore dell’unitá politica e al bisogno della città di poter assistere a percorsi politici senza quegli strali di veleno che ho letto contro il PD e la sua candidata.
Sono preoccupato, come tutti, che le primarie lascino strascichi profondi di cui rischi di farne le spese non solo chi si candida ma la città intera. Viareggio è importante perché è Viareggio e perché è la città che decide di direzionare o meno gran parte degli scenari quotidiani che viviamo in tutta la Versilia (okok: Massarosa, Camaiore, Viareggio e la Versilia… meglio adesso?) e ha un peso strategico nel determinarme le svolte fondamentali, nel bene e nel male, in quasi tutti i settori di vita che un cittadino tocca.
L’isolamento degli ultimi 10 anni e le continue lotte contro altre amministrazioni ne hanno svilito il ruolo e l’importanza, anche facendo perdere occasioni alla gente. Ecco perché sento tutta questa preoccupazione.
Sono in una fase della mia vita serena, sia personalmente che professionalmente, e non ho alcuna frenesia da palcoscenici. Ho solo questa “malattia” che si chiama politica, fatta fra la gente e per la comunitá, come ho imparato a Camaiore in quello straordinario gruppo che ancora amministra. Siamo qui per mettere testa e cuore a servizio della gente: la politica è speranza e sogno di una vita e di un mondo migliore, e io lavoro nel mio partito - con realismo e senza grandi promesse - in questo modo.
Ed è anche per questo che sono qui: sempre con il PD e il centrosinistra e mai contro il mio partito né contro le scelte e le persone che lo compongono.
Sono e resto - come è da sempre - a disposizione della mia comunità politica. Soltanto non si dica che non lo sono. È la mia comunità poiltica che ha la responsabilità delle scelte."














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