Niente regate al Circolo Velico di Torre del Lago: e sono 4 le gare annullate
Sport giovedì 2 aprile 2026 0
Lo scorso anno parteciparono più di 60 barche provenienti da tutta Italia
TORRE DEL LAGO - Con tristezza apprensiamo che anche l’XI edizione del Trofeo Valentin Makin, regata nazionale della classe Dinghy 12’ Class prevista per l’11 e 12 aprile 2026, non si disputerà.
Come scrivono sulla pagina sociale quelli del Circolo Velico: " "Il Comune chiude, lo sport si ferma. Dopo tre annullamenti consecutivi, arriva il quarto.
Anche l’XI edizione del Trofeo Valentin Makin, regata nazionale della classe Dinghy 12’ Class prevista per l’11 e 12 aprile 2026, non si disputerà.
Il motivo è sempre lo stesso: la chiusura del porticciolo disposta dal Comune di Viareggio.
Dopo:
1) Coppa Carnevale – Windsurfer 2) Venti Sail – XVII Campionato Invernale di Puccini 3) Primavera in Snipe
oggi salta anche un’altra regata nazionale inserita nel calendario FIV.
Non è più un episodio. È una linea precisa che sta cancellando lo sport dal nostro territorio.
Ogni regata annullata significa: a) meno atleti, b) meno presenze, c) meno turismo, 4) meno economia, 5) meno opportunità per Torre del Lago; 6) perdita di immagine.
Il danno è enorme. E non riguarda solo il nostro Circolo: riguarda l’intera comunità.
Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare questo ennesimo annullamento.
Ma nelle condizioni attuali, imposte da chi dovrebbe sostenere lo sport e non ostacolarlo, non è possibile garantire lo svolgimento della manifestazione.
Quattro regate cancellate. Quattro ferite aperte per il territorio.
Ci scusiamo con i regatanti, con la Classe Dinghy 12’, con gli accompagnatori e con gli operatori turistici per un danno che non dipende dalla nostra volontà.
Nostro malgrado saremo costretti a difenderci con nuove azioni legali".
(Post di Maria Elena Balestrieri)
ANNULLATO IL TROFEO VALENTIN MANKIN 11/12 APRILE CLASSE DINGHY
Valentin Mankin — l’uomo che il vento non riusciva a tenere fermo
Ci sono campioni che vincono. E poi ci sono quelli che arrivano da un altro posto.
Valentin Mankin era nato a Kiev, sul Dnepr. Non sul mare.
E già questo basterebbe a capire che la sua storia non era normale, si avvicinó alla vela sulle correnti di un fiume…
Negli anni in cui avrebbe dovuto esplodere, lo tengono fermo. Politica. Controllo. Sistema.
Gli anni della guerra fredda, delle spie… delle fughe da oltre cortina.
Quando finalmente lo fanno uscire, ha trent’anni. E vince subito.
1968 — oro nel Finn
1972 — oro nel Tempest
1980 — oro nello Star
Tre barche diverse.
Un solo uomo davanti a tutti.
Ma Mankin non era solo un campione.
Era uno sportivo che vedeva prima degli altri.
E poi c’era l’uomo
Una vita sotto pressione.
Controllata. Sorvegliata.
Una vita personale complicata, fatta di assenze, tensioni, equilibri fragili.
Di quelle che non stanno mai ferme, proprio come il vento.
L’Italia e il Lago
Quando arriva in Italia, Mankin sceglie Livorno.
Ma guarda oltre.
Guarda il lago di Massaciuccoli.
E capisce subito quello che molti ancora oggi non hanno capito.
Che è una palestra naturale straordinaria.
Che è un campo di allenamento unico.
E non a caso sceglie il
Circolo Velico Torre del Lago Puccini
come centro federale FIV, per gli allenamenti invernali.
Non per caso.
Perché sapeva leggere il vento. Anche quello di un territorio.
La scuola vela del circolo oggi porta il suo nome, condiviso con il Club nautico Versilia e la Società velica Viareggina.
E non è un dettaglio.
Ci tengo a precisare che non si parla solo di storia.
Si parla di presente.
Perché quando un uomo come Mankin sceglie un posto,
non è folklore: è visione
E invece oggi abbiamo un’amministrazione che questo valore non lo vede.
Non lo capisce.
Non lo difende.
Un circolo che è stato riconosciuto da uno dei più grandi velisti della storia,
trattato come se fosse un problema da gestire.
Quando invece è una risorsa da valorizzare.
Per lo sport, per i giovani, per il territorio.
In poche parole, ci sono luoghi che diventano importanti perché qualcuno li costruisce.
E poi ci sono luoghi che sono già importanti,
ma serve qualcuno capace di riconoscerlo.
Mankin lo aveva capito.
Altri, ancora oggi, no.
Qui trovate il link alla Gazzetta dello sport di un articolo fatto quando Valentin è partito per navigare in altri luoghi
https://www.gazzetta.it/.../vela-addio-mankin-leggenda-le...












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