E io pago! Satirikon 2013

di Emilio Cinquini
E io pago! Satirikon 2013

Il carro svolge una doppia allegoria: i costi della Politica (“E io pago!”) anche a motivo dei costumi sociali dei politici stessi (“Satyricon 2013”).

Al centro la maschera principale è un grande busto di Totò, che si muove oscillando con testa, spalle e braccia (secondo la celebre
parodia di movimenti sincroni ma opposti),cavando fuori la fodera delle tasche vuote.

Allegoria del cittadino che “paga” tutti i costi di una Politica esosa, fino a restare
completamente senza alcuna risorsa economica.

“E io pago, e io pago!”. L'espressione è utilizzata normalmente nel linguaggio comune e deriva dalle film “47 morto che parla” (1950) nel quale il protagonista ripete (sempre per due volte) la frase: “e io pago, e io pago!”.


Più in basso una imponente caricatura dell'ex Consigliere regionale del Lazio, Franco Fiorito, per simboleggiare tutto il degrado trasversale alle rappresentanze politiche di ogni colore. Seduto, gravato dal peso del ventre (Ao', damose da fa'... magnamo, magnamo tutto!”, recita un personaggio nel film sdraiato sul triclinio) è l'anfitrione della festa romana, qui raccontata secondo gli stilemi del film di Fellini “Satyricon” (1969), quasi un rito dionisiaco: un erotismo onirico, cannibale, in vesti colorate... Liberamente tratto dall'opera omonima dello scrittore latino Petronio, che il carro riprende proprio nella scena della cena di Trimalcione (Fiorito), proponendo l'atmosfera opulente, ignorante e volgare della festa (figure di contorno e maschere), realizzata a spese dei contribuenti ormai dissanguati (vedi figura sovrastante di Totò).

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