Non ti scordar di me

di Franco Malfatti
Non ti scordar di me

Il carcere deve essere indubbiamente luogo di punizione ma allo stesso tempo anche di rieducazione, finalizzata al più o meno lontano reinserimento in società. Resta pur tuttavia ambiente malsano e sovraffollato di incessante attesa; tempi troppo ingiustificatamente lunghi servono per ottenere un giudizio... magari per sentirsi dire innocente. Ma gli anni passati dietro le sbarre come si possono riavere?

Ed il futuro come si può costruire? Spazzatura si è dentro e lo si continua ad essere anche fuori quando, riacquistata forse anche la libertà, si è catapultati in un mondo che non ti vuole, che ti ghettizza ed è pronto solo a sbatterti mille porte contro.

Quello che più uccide è poi alla fine l'indifferenza, quella che sperimentano ogni giorno sulla loro pelle migliaia di detenuti ed operatori carcerari, che dal carcere escono, purtroppo sempre più spesso, con i piedi davanti. Ma perché, alla fine, sia giornalisti che celebri giuristi si dimostrano indifferenti allo sfacelo del nostro sistema giudiziario? La giustizia non si riforma perché, forse, alla resa dei conti, è più utile così com'è e può essere utilizzata, all'occorrenza, per ridisegnare gli orizzonti politici, sempre troppo angusti, nel nostro paese.

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