A ventidue anni da Cernobyl, Greenpeace ricorda il più grande incidente nucleare della storia con una mostra fotografica dal forte impatto emotivo che, dopo essere stata esposta in numerose città d’Italia, approda finalmente a Viareggio.
Cultura venerdì 5 dicembre 2008 0Esposizione: da martedì 9 a sabato 20 dicembre
Orario: 00.09- 19.00.
Biblioteca Comunale – Palazzo delle Muse, Viareggio.
Il grande fotoreporter Robert Knoth, insieme alla giornalista Antoniette de Jong, ha realizzato quattro reportage fotografici in altrettante aree colpite da incidenti e contaminazioni nucleari dell'ex Unione Sovietica. Le immagini testimoniano come questa tragedia non abbia rappresentato un fatto isolato e si inseriscono nel dibattito attuale sulla necessità di garantire l'approvvigionamento energetico per il futuro.
Era il 26 aprile del 1986 quando gli operatori della centrale persero il controllo del reattore nucleare di Cernobyl in Ucraina (all'epoca Unione Sovietica). Si formò una bolla di idrogeno nell'acqua del circuito di raffreddamento che esplose dando fuoco alla grafite che continuò a bruciare per nove giorni disperdendo nell’atmosfera un’enorme quantità di isotopi radioattivi.
Il disastro nucleare non ebbe effetti limitati né nello spazio né nel tempo. Una tragedia senza fine. La maggior parte della radioattività sprigionata nei primo giorni successivi all'incidente contaminò un’area stimata tra 125 e 146 mila chilometri quadrati e vennero evacuate 175 mila persone. Secondo Greenpeace il numero delle persone morte in seguito alle radiazioni di Cernobyl supera le 100.000 ma il dato non è ancora definitivo.












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