"La Fondazione Carnevale è un ente pubblico", lo dice la Cassazione
Carnevale sabato 16 luglio 2011 0Adesso il caso della carrista esclusa nel '98 torna al Tar
Doccia fredda per la Fondazione Carnevale.
La Corte di Cassazione ha risposto picche ai due ricorsi presentati da Palazzo delle Muse contro la pronuncia del Consiglio di Stato sulla natura giuridica della Fondazione.
Di fatto i giudici della Suprema Corte hanno dichiarato la competenza del giudice amministrativo respingendo il ricorso dell’ente Carnevale, dichiarandolo inammissibile e condannando la Fondazione a pagare 3.200 euro oltre alle spese generali e accessorie di legge. Di fatto la Corte di Cassazione ha stabilito che la sentenza del Consiglio di Stato è fondata. Quindi la Fondazione Carnevale è da considerarsi non privata, ma pubblica. Il tutto nasce da un ricorso, sempre pendente, fra l’altro, presentato al Tar della Toscana dalla carrista Rossella Disposito, in passato costruttrice di mascherate e di alcuni carri di prima categoria, negli anni Novanta, con Renato Verlanti. La carrista presentò una domanda di partecipazione per il Carnevale 1998, ma fu esclusa dall’assegnazione di opere in concorso. Non ammessa, impugnò le delibere di esclusione.
Il Tar toscano si dichiarò incompetente, ritenendo la Fondazione un ente privato. Il Consiglio di Stato, al quale fu fatto appello dalla carrista, sentenziò che la Fondazione è un ente pubblico per tre motivi: manifestazione di interesse generale, ente con personalità giuridica, attività finanziata per la maggioranza dallo Stato o da enti pubblici.
Quindi adesso che è stato stabilito che la Fondazione è un ente pubblico il caso della Disposito tornerà al Tar.
L.T.












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