Roberto Vannucci: "Noi carristi dobbiamo avere più rispetto per la città"
Carnevale sabato 17 novembre 2012 3"So di essere una voce fuori dal coro, ma io amo il Carnevale e ciò che non va, deve essere denunciato"
"Ho iniziato dopo la festività dei morti a lavorare perchè a me non piace fare le cose senza sicurezza. I contratti non sono stati ancora firmati e questa è un'anomalia in un anno anomalo. Non siamo abusivi perché c'è una clausola che comunque ci tutela, ma certo non è bello e poi se noi abbiamo iniziato a lavorare, la Fondazione dovrebbe essere al pari nostro nei suoi impegni e quindi avere già regolarizzato i contratti": in fondo non ha alcun senso che la gestione del corso e del Carnevale costi più che fare i carri. Non sta a ragione.
Roberto Vannucci dice la sua sul Carnevale ed è un fiume in piena: "questo non è il clima migliore per esprimere la nosta creatività, manca l'entusiasmo e anch'io come altri colleghi mi sono spento.
Poi lo so, con i "lavori in corso" tornerà la voglia di proporsi e di fare bene, ma attualmente non c'è".
D. Roberto ma questo Carnevale non decolla: non si potrebbe fare di più?
R. "Bella domanda: la mia risposta è questa: da anni siamo al 30% delle nostre possibilità e potenzialità.
Soluzioni:Dare visibilità a quegli sponsors che ancora avrebbero o hanno interesse ad investire nel Carnevale.
Abbiamo bisogno della televisione, di circuitare i "maestri della cartapesta".
Cosa manca: non siamo più in grado di fare carri stupefacenti, dirompenti, aggressivi, polemici.
Fino agli anni '80 tutti aspettavano il primo corso per vedere la nostra satira così graffiante, che "bomba" avremmo tirato, per guardare come venivano "cucinati" i nostri governanti e invece ora... vuoi per le modalità di promozione e retrocessione, vuoi per un appiattimento generale, siamo ripiegati su temi classici, sicuri di prendere punti e classificarci più o meno bene. In questo modo lo spirito del Carnevale è completamente snaturato. Per questo non "decolliamo" e siamo sempre oggetto di critiche, anche feroci. Facciamo troppo sindacato e poca cartapesta!"
"La politica del "volemosi bene" nel terzo millennio non va bene. Ormai c'è poca qualità, tante costruzioni sono trascurate sotto il lato artistico, e anche del tema. E' inutile fare le crociate, se ci sono dei problemi al nostro interno, come quello delle ditte non a norma, dobbiamo essere noi i primi a fare pulizia, a volerci bene e ad allontanare chi non è in grado di mantenere uno standard di qualità non medio alto, altissimo. Noi siamo, anzi eravamo, un'eccellenza: ma cosa c'è rimasto di quell'eccellenza? Polistirolo e resina?
D. Tu lavori molto extra Carnevale, come altri tuoi colleghi, però non vi fate pubblicità
R. "E' vero, ed è un nostro sbaglio. Credo invece che dovremmo raccontare alla città ciò che facciamo, l'apprezzamento che raccogliamo fuori da queste mura e la pubblicità che potremmo fare e che in parte facciamo a Viareggio."
D. Avresti "tagliato" di più per il 2013?
R."Ma certo. Siamo bravi solo a lamentarci per poi andarci ad "appattumare" pur di fare il carro o la mascherata, pur di esserci. Eh no, non ci sto ed è questa una delle ragioni per cui io non faccio parte dall'associazione dei carristi dalla quale, parliamoci chiaro, mancano la maggior parte di coloro che sono in prima e seconda categoria. Diciamola meglio: l'associazione è costituita da coloro che fanno le mascherate di gruppo e isolate. sono loro la maggioranza. Ma vi sembra normale? A me no.
In un momento di crisi come questo, diciamolo chiaramente: nessuno di noi ha perso il posto. Ci è andata bene, ma è giusto nei confronti della città? Certo che dovevano esserci dei tagli e anche pesanti. Chi non si rinnova, chi non sta al passo, chi non ce la fa, chiude bottega. Funziona così nel privato e deve funzionare così anche tra di noi che siamo liberi professioni, artisti, non manovalanza. I bozzetti non erano completi, non erano in linea con il regolamento? A casa. Non ci possiamo più permettere di fare le cose alla carlona, più o meno, pressapoco. Noi siamo o no i maestri della cartapesta, ammirati a Inghilterra come in Malesia? E allora dobbiamo essere non bravi, super bravi e dimostrare a tutti che 140 anni di storie non sono bruscoletti... Qui nessuno pensa più al bene del Carnevale, ma solo al proprio orticello. E se poi ci criticano e la città non ci ama più... è giusto. Purtroppo."
D. Parliamone, da cosa è nato questo scollamento dalla città?
R. "Hangar chiusi, velleità, boria, piagnistei: devo continuare? Quando un cittadino viene, l'hangar deve essere aperto, come accadeva al Marcopolo: ci devono vedere mentre si lavora perchè non abbiamo niente da nascondere. Ci devono chiedere come si costruisce un carro e noi dobbiamo essere disponibili a rispondere perchè è il cittadino che ci premia venendo al corso ed è il cittadino che paga i nostri stipendi. Il Carnevale, se fosse gestito in modo manageriale e con artisti veri darebbe da mangiare a tutta la città: albergatori, ristoratori, commercianti e artigiani. Perchè i turisti verrebero a frotte a visitare gli hangar e il museo, perchè c'è Puccini, il Liberty e il mare. Perchè c'è la magia dei rioni e delle nostre imponenti costruzioni. E invece no. Non si vuole che il Carnevale diventi un'attrativa turistica forte, come potrebbe. Ci si lamenta sempre, si fa sempre inutile e sterile polemica, non ci si vuol rimboccare le maniche. Apriamo la Cittadella, "scopriamo le carte", facciamoci vedere e smettiamola di crederci onnipotenti e al di fuori delle regole".
"Se i commercianti - conclude Vannucci - si lamentano perchè non vendono la domenica, o perché comunque non incassano per altri motivi, o addirittura alzano i prezzi massacrando i turisti, non hanno tutti i torti: diamogli qualcosa in cambio no? Il Carnevale è un do ut des, deve esserci scambio, dialogo, partecipazione, cooperazione: ma se in tanti (e sono tanti veramente) "ci hanno a schifo", non è che avranno ragione?
D.Una soluzione veloce veloce?
R. Lo ripeto per l'ennesima volta: azionariato popolare. Non vogliamo più i soldi del comune, vogliamo autosostenerci e rispondere alla città direttamente.
Una bella tessera da 100 euro come valore minimo che consenta di entrare al corso, di avere sconti in città e di poter votare il consiglio della Fondazione Carnevale.
Il Carnevale è della gente, ma ce lo siamo dimenticati?"
E intanto nell'hangar si lavora per realizzare la costruzione di prima categoria "Ma il cielo è sempre più blu"...













3 commenti
Sono veramente concorde con te. Non conosco la realtà di Viareggio purtroppo, ma tutto ciò rispecchia la realtà di Verona e provincia. Condivido a pieno la parte finale del tuo commento "una soluzione veloce veloce"! Sia nel gruppo che ho militato sino all'anno scorso che in quello attuale e soprattutto ai comitati organizzatori del carnevale veronese, insisto a dire che "il carnevale è dei bambini di oggi ma anche di ieri". Un saluto affettuoso. Fianco Mauro - Conte Nogarola di Castel d'Azzano (Vr)
grandissimo!!! finalmente qualcuno che dice una cosa sensata!!!!!
Bravo Roberto, ci sono grandi verità, mi sembra che hai colpito giusto specialmente sullo "scollamento dalla città" SCAMBIO DIALOGO , PARTECIPAZIONE, COOPERAZIONE