A Emilio Isgrò, il premio Carnevalotto 2013
Carnevale sabato 26 gennaio 2013 0La prima edizione del Premio Carnevalotto risale al 1987. Istituito dalla Fondazione Carnevale e dallo Studio Saudino, di anno in anno si avvale della preziosa collaborazione di insigni artisti che, per
l’occasione, con le tecniche più varie ed in assoluta libertà, danno vita ad un’opera per premiare il carro del carrista primo classificato di ogni edizione del Carnevale.
Oltre ad attivare un fecondo incontro fra due diverse culture e due distinte realtà – quella degli artisti, abituati ad usare, oltre agli elementi soliti del fare, e quella artigianale dei costruttori di carri, maestri della cartapesta – con l’istituzione del Premio Carnevalotto, sin dalla sua nascita, si è voluto dare avvio alla costruzione di una collezione di opere d’arte contemporanea unica nel suo genere. Una collezione per la città, che dal gennaio 2012 è esposta al pubblico nella Sala Barsacchi, all’interno degli edifici della Cittadella del Carnevale.
Il Museo Arte Contemporanea Premio Carnevalotto, con un allestimento dinamico teso a sottolineare lo spirito con cui sono state concepite le opere (che in prevalenza sono ispirate al carnevale, alla sua storia, al suo ripetersi), raccoglie i dipinti, le sculture, le grafiche ed i manifesti che dal 1987 ad oggi – ad eccezione dei quattro anni in cui il premio fu sospeso, dal 1997 al 2000 – gli artisti hanno realizzato anche in vista di una possibile collaborazione con i carristi. Due esempi di fecondi rapporti fra questi possono essere la scultura in cartapesta eseguita da Gianni Dova (“Ranforinco”, 1991) ed il recente carro/scultura costruito da Luca Bertozzi su progetto di Aldo Spoldi (“Il mangiatore di mondi”, 2011).
Così come Siena ha per il suo famoso Palio il “Paliotto”, anche Viareggio avrà come premio per il miglior carro del suo Carnevale il “Carnevalotto”.
Il primo artista coinvolto nelle vicende del Premio fu Giò Pomodoro, le cui parole riportate sopra furono fondamentali per l’attribuzione di un nome a questa manifestazione. Per l’edizione d’esordio
realizzò una scultura di marmo e bronzo (“Carro e sole”, 1987) che, oltre a volere rendere omaggio alle cave e alle fonderie della Versilia, connota, sintetizza e rappresenta il Carnevale, sancendo
l’ingresso delle più alte espressioni dell’arte nella manifestazione.
Per le successive edizioni del Premio sono stati coinvolti, nell’ordine: Sebastian Matta, Pietro Cascella, Piero Dorazio, Gianni Dova, Concetto Pozzati, Emilio Tadini, Bruno Ceccobelli, Igor Mitoraj, Arnaldo Pomodoro, Joe Tilson, Hisiao Chin, Ugo Nespolo, Luca Alinari, Antonio Possenti, Medath Shafik, Giosetta Fioroni,
Walter Valentini, Arturo Carmassi, Aldo Spoldi, Alessandro Mendini e Gianfranco Pardi.
Il 2013 è invece la volta di Emilio Isgrò, noto per le sue spiazzanti “cancellazioni”, alle prese, quale ulteriore conferma della partecipazione attiva degli artisti alla rassegna, con un intervento attorno al simbolo stesso del Carnevale di Viareggio, l’immagine che lo rappresenta e lo rende riconoscibile nel mondo: il Burlamacco.
Biografia
Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) ha cominciato a produrre nel 1964 le prime Cancellature, subito accolte da gallerie e musei di tutto il mondo. Più volte invitato alla Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986 1993), nel 1977 ha ricevuto il primo premio alla Biennale di San Paolo.
Risale al 1985 l’opera multimediale La veglia di Bach, allestita su committenza del
Teatro alla Scala nell’ex Chiesa di San Carpoforo. Nel 1998 ha donato alla città natale la
gigantesca scultura Seme d’arancia come segno di rinascita dei paesi mediterranei, mentre nel
2008 il Centro Luigi Pecci di Prato gli ha reso omaggio con la retrospettiva Dichiaro di essere
Emilio Isgrò.
Tra le mostre più recenti sono da ricordare Fratelli d’Italia (Gallerie del Credito Valtellinese,
Milano-Acireale, 2009), Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie (Convento del Carmine, Marsala, 2010), Var ve yok (Taksim Sanat Galerisi, Istanbul, 2010), Codici ottomani (Boghossian Foundation, Bruxelles, 2011).
Nel 2011 ha presentato La Costituzione cancellata (prodotta dalla Boxart) alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, realizzando nel maggio dello stesso anno, all’Università Bocconi di Milano, l’opera pedagogica Cancellazione del debito pubblico, inaugurata da Mario Monti. Attualmente una sala del Mart di Rovereto è riservata all’opera Cancello il Manifesto del Futurismo, mentre le Gallerie d’Italia ripropongono a Milano L’ora italiana (1985-1986) e la Gnam di Roma annuncia per il prossimo giugno una grande antologica.
La sua attività di poeta, narratore e drammaturgo, è testimoniata da numerosi libri, scritti e pubblicazioni, nonché dalla trilogia siciliana L’Orestea di Gibellina (1983-1985), che ha segnato una svolta epocale nel teatro degli anni ottanta e alla quale sono oggi intitolate le annuali “Orestiadi”.












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