UniCredit: la Alfredo Salvatori S.r.l. di Querceta riceve il Premio Ok Italia 2013
Attualità martedì 3 dicembre 2013 0In un tessuto economico come quello italiano, costituito per la quasi totalità da piccole e medie imprese spesso a conduzione familiare, il ricambio generazionale può rivelarsi un passaggio molto delicato, soprattutto quando il cambio di management si accompagna all’adozione di strategie di gestione completamente diverse rispetto al passato. Questo passaggio può rappresentare però anche un’opportunità, capace di dar luogo a storie vincenti di espansione, consolidamento e decollo del business. Tutti casi in cui il passaggio del testimone diventa un’arma vincente.
E’ a queste storie di successo che UniCredit dedica il Premio Ok Italia 2013, giunto quest’anno alla sua decima edizione. Protagoniste le aziende a conduzione familiare che costituiscono circa l’80% del tessuto imprenditoriale italiano e nelle quali il passaggio della gestione dal padre ai figli ha fatto emergere il potenziale dell’impresa, creando formule efficaci per fare innovazione, rilanciare il business, recuperare competitività e aree di mercato.
L’evento, che si è svolto a Roma, a Palazzo Brancaccio alla presenza dell’Amministratore delegato di UniCredit Federico Ghizzoni e del Country Manager, Gabriele Piccini, ha visto premiate 7 aziende provenienti da varie regioni d’Italia, scelte dopo una ricerca effettuata tra clienti UniCredit e non su tutto il territorio nazionale.
Tra queste la Alfredo Salvatori S.r.l. di Querceta di Lucca, azienda italiana leader nel campo della lavorazione e del trattamento di marmi, rivestimenti in pietra e pietre naturali che, da oltre sessant’anni, affianca architetti, designer e costruttori attraverso una innovativa ricerca che l’ha resa famosa in ambito internazionale. Nel caso dell’Azienda Salvatori il passaggio del testimone da padre in figlio si è rivelato un successo per l’azienda, e anzi, ha costituito un’opportunità per consolidare e sviluppare il business aziendale grazie alle innovazioni e alla discontinuità introdotti dal giovane imprenditore
“Siamo davvero onorati di ricevere questo prestigioso Premio – ha dichiarato il giovane Gabriele Salvatori - Un riconoscimento, crediamo, della nostra passione, del nostro impegno e della capacità di rinnovare e innovare in un campo particolare come quello delle pietre e della loro lavorazione. Un’abilità maturata nei decenni dall’azienda fondata dal nonno a metà degli anni ’40, ora apprezzata in tutto il mondo, di cui io e mio fratello Guido, terza generazione, ci sentiamo orgogliosi di appartenere.”
Il passaggio generazionale: una necessità da pianificare in anticipo
(Fonte Osservatorio Aub - UniCredit Aidaf Bocconi sulle Imprese a conduzione familiare)
Nelle aziende familiari l’imprenditore è il principale protagonista del complesso meccanismo del passaggio alla generazione successiva. È lui che attraverso la creatività delle sue idee, ha dato vita all’impresa di famiglia; è lui che l’ha fatta progredire nel corso dei vari stadi del suo ciclo di vita; sarà ancora lui la figura principale che determinerà le sorti dopo il proprio ritiro dalla vita operativa. Quanto più l’imprenditore è capace dunque di prendere consapevolezza della necessità del passaggio generazionale alla guida dell’azienda e lo sa accettare, tanto più questo può avvenire tramite un processo pianificato con largo anticipo rispetto al momento del ricambio.
Il successore
Spesso nelle aziende familiari il ruolo del successore diviene critico soprattutto perché vi è una tendenza diffusa alla successione nell’ambito della stessa famiglia. Il successore in questi casi deve mostrarsi sicuro nella guida aziendale, in modo tale che la sua figura risulti legittimata alla direzione anche da parte dei dipendenti e degli altri familiari, senza che si creino attriti e discordie all’interno dell’impresa.
Il passaggio di testimone può avvenire anche al di fuori della famiglia
In alcuni casi l’imprenditore può rendersi conto che la scelta del successore non necessariamente deve ricadere su un membro interno alla famiglia.
Quando il successore è una persona esterna alla famiglia, nonostante si possa perdere un po’ di tradizione, il passaggio generazionale può essere più semplice. Normalmente in questi casi si può contare su una riconosciuta competenza e capacità dei successori, senza sospetti di favoritismi e, di conseguenza, anche i collaboratori d’impresa sono maggiormente portati allo svolgimento ottimale della loro attività, per poter un giorno aspirare magari a ruoli di leadership all’interno dell’azienda.












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