Urbanistica Camaiore, si lavora alla variante al piano per dare impulso al turismo e aiutare le famiglie
Camaiore sabato 5 aprile 2014 0Difendere il patrimonio edilizio esistente, con particolare occhio al rilancio del sistema turistico-ricettivo, agire meglio nell’interesse pubblico e varare alcune misure che possono dare una mano alle famiglie, in particolare a chi crea prime case per i figli, in questo momento di congiuntura economica sfavorevole.
Un obiettivo che l’amministrazione Del Dotto mette in atto attraverso una variante urbanistica al piano regolatore, agendo su regole e meccanismi che non c’erano prima o che non funzionavano pienamente. Il progetto è stato illustrato dal primo cittadino accanto all’assessore all’Urbanistica Simone Leo e il dirigente Roberto Lucchesi.
“Una manovra che vuol tornare a far credere il nostro territorio al suo potenziale turistico, riattivando strutture alberghiere e creando indotto – spiega il Sindaco Alessandro Del Dotto – Percorso che che avrà un iter di condivisione con categorie, lavoratori, politica e Consiglio Comunale. Vogliamo creare i presupposti per un reale rilancio del settore turismo e non sfruttare semplicemente la ‘carta’ dell’incasso di oneri”.
Finora era possibile lo svincolo alberghiero (e la destinazione ad abitazioni) se la struttura era sotto un certo numero di camere, dietro l’esborso di oneri di urbanizzazione e di una cifra fissa (un super-onere) fissato dalla precedente amministrazione.
“Il TAR, pur non annullando questa norma, ha di fatto stabilito la sua illegittimità dichiarando che un Comune non può creare e fissare un automatismo rigido basato sul numero di camere – spiega l’assessore Leo – La nuova norma della giunta Del Dotto prevede prima di tutto di eliminare questo onere, e stabilire nuovi criteri”.
Su questa base, sotto i 50 posti-letto è possibile cambiare la destinazione d’uso dell’immobile, posto che non sia in condizione di poter essere adeguato come struttura della stessa classificazione secondo le norme in vigore (ad esempio, mantenimento di albergo a 3 stelle). Sopra i 50 e fino ai 60 posti-letto, il cambio d’uso è possibile non per finalità residenziali ma per usi commerciali, direzionali o sanitari. Sopra i 60 posti-letto non è consentita la modifica della destinazione d’uso dell’immobile.
In caso di modifica in ottica residenziale, deve essere garantita al Comune la cessione del 10% del numero degli alloggi realizzati, o in alternativa (anche in caso non sia possibile per numeri bassi), il corrispettivo del valore degli alloggi non ceduti.
In questo quandro si inseriscono poi le norme alle quali sta lavorando la Regione Toscana, che andranno a dare mano più libera negli interventi su immobili esistenti, e quindi ad ampliare le possibilità di lavorare sulle strutture ricettive, riducendo i margini di ‘obbligo’, per così dire, di cambio di uso.
C’è poi un aspetto ‘anticrisi’ significativo: l’amministrazione Del Dotto va incontro alle famiglie che intendono dividere un immobile per creare una prima abitazione per i figli (ad esempio, dividendo un’abitazione di 500 metri cubi in due da 70 mq). Ad oggi, si pagherebbero oltre agli oneri di urbanizzazione anche delle ‘monetizzazioni di standard’ (es. 20 mila in zona Lido di Camaiore, 10 mila a Camaiore capoluogo, 5 mila nelle frazioni collinari), mentre dopo la variante questo secondo costo sarà eliminato.
Il provvedimento è rivolto soltanto ai figli, non intestatari di altri beni immobili, con una convenzione che stabilisce tempi certi per i lavori e l’utilizzo effettivo dell’abitazione, senza vendita per almeno 10 anni o utilizzo per affitto.
“Oltre a dare una mano alle famiglie e ai giovani – spiegano gli amministratori – Questa misura può dare ossigeno al settore dell’edilizia, creando lavoro sul territorio”.
Inoltre, il Comune permetterà di agire sul patrimonio edilizio già esistente ma non schedato, e quindi strutture su cui ad oggi non sarebbe consentito alcun intervento (requisiti minimi d’abitabilità: 40mq per 2 metri e 40 di altezza) sulle quali sarà possibile un ampliamento non oltre i 20 metri quadrati.
Ultimo aspetto, l’ampliamento di sedi di associazioni (anche sportive) che operano sul territorio sarà consentito anche oltre il 40%, dietro la realizzazione di servizi di interesse pubblico, regolati da convenzioni con il Comune.












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