Nazionale, il viareggino Lippi pronto ad un incarico bis?

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L’Italia non prenderà parte a una fase finale di una Coppa del Mondo per la seconda volta di fila. Dopo la disfatta di Russia 2018, la Nazionale azzurra ha mancato l’accesso al prossimo Mondiale che si terrà tra novembre e dicembre prossimo in Qatar. Per il calcio (ma anche per tutto il movimento sportivo italiano), la sconfitta nello spareggio contro la Macedonia del Nord e la conseguente esclusione dal massimo torneo internazionale per nazionali è coincisa con una nuova ondata di critiche e aspre polemiche sulla gestione dei rapporti tra squadre di club e federazione e sulla gestione dei vivai e dei settori giovanili.
Ma a finire sul banco degli imputati è stato il commissario tecnico Roberto Mancini, l’allenatore che nel 2018 aveva preso in mano le redini del gruppo che sotto Gian Piero Ventura aveva appena mancato la clamorosa qualificazione alla Coppa del Mondo (che sarebbe stata vinta poi dalla Francia di Didier Deschamps). L’ex giocatore della Samp, che in carriera ha allenato e vinto anche all’Inter, al Manchester City in Premier League e al Galatasaray in Turchia, ha avuto il demerito di non aver compreso a fondo il periodo di transizione che la sua squadra stava vivendo (con tanti giocatori apparsi scarsamente motivati in campo), colpa peraltro che era stata già fatale per il suo predecessore.

Eppure soltanto qualche mese prima della sciagurata partita contro i macedoni di fine marzo a Palermo, il tecnico jesino e la sua “nuova” Italia erano riusciti a infrangere ogni record di imbattibilità per una nazionale e, soprattutto, a salire sul tetto d’Europa dopo aver battuto a Wembley la nazionale dell’Inghilterra che sembrava avere il titolo già in tasca, come pure era successo nell’ultimo mondiale in Russia.

Ebbene, l’Italia di Mancini – con tutta evidenza – si è fermata in quella magica serata di luglio del 2021. Dopo i meritati festeggiamenti, gli azzurri hanno cominciato a premere sul pedale del freno, prima perdendo nella semifinale di Nations League in casa (a Milano) contro la Spagna, e poi collezionando una serie di pareggi (contro nazionali decisamente di medio-basso livello) che hanno portato Giorgio Chiellini e compagni a finire il girone di qualificazione mondiale dietro la Svizzera. L’accesso agli spareggi e la sconfitta di Palermo contro la Macedonia (1-0) hanno definitivamente messo la pietra tombale su un ciclo vincente che è durato troppo poco.
Nonostante i record e le vittorie, Mancini passerà agli annali per non essere riuscito a portare l’Italia al Mondiale, torneo che ha visto gli azzurri in campo in una gara ufficiale per l’ultima volta nel 2014 (contro l’Uruguay). Se ne riparlerà (incrociando le dita) nel 2026 quando la Coppa del Mondo verrà giocata nel Nord America (Stati Uniti, Messico e Canada), ovvero venti anni dopo la fantastica avventura dell’Italia a Germania 2006.

Le gesta di capitan Fabio Cannavaro e compagni nella finalissima contro la Francia risuonano ancora nell’aria. Sulla panchina quella volta c’era Marcello Lippi, l’allenatore che per ultimo è riuscito a portare in alto il nome dell’Italia a livello mondiale e, oggi, l’uomo che potrebbe essere di nuovo chiamato a rifondare il gruppo azzurro.
Per il tecnico viareggino non sarà un incarico diretto da commissario tecnico, anche se l’ex Juventus, dall’alto della sua esperienza, dovrà sovrintendere alla gestione della squadra in uno a Cannavaro, suo fidato scudiero già nel corso dell’esperienza con la nazionale cinese.

Per tantissimi addetti ai lavori, Lippi potrebbe essere l’uomo giusto al momento giusto. Da allenatore di squadre di club negli anni Novanta (e a cavallo tra i due millenni), il tecnico di Viareggio ha vinto tutto, avendo il merito di aver lanciato al grande calcio tra i migliori giocatori della sua epoca, tra cui lo stesso Cannavaro, Alex Del Piero e Gianluca Zambrotta.

Senza dubbio, tutto il movimento calcistico italiano ne beneficerebbe. La Nazionale necessita di una scossa e, qualora Mancini dovesse decidere per le dimissioni, Lippi (e Cannavaro) dovrà essere bravo a raccogliere un testimone molto pesante e carico di aspettative.
 

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