Spread a 470 punti e pubblicità al nuovo BTP ITALIA: le due facce di una medaglia chiamata DEBITO

Speciale finanza 4
Spread a 470 punti e pubblicità al nuovo BTP ITALIA: le due facce di una medaglia chiamata DEBITO
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Torna ad allargarsi lo spread (Leggi anche l' articolo pubblicato in data 18 maggio scorso) tra il BTp decennale e l’analogo (Bund) tedesco.

Stamani, in avvio di contrattazioni , il “differenziale” è salito a 471 punti dai 457 di venerdì in chiusura contrattazioni. In sostanza, il valore dei nostri titoli si sta deprezzando.

Di seguito il grafico del BTP 1 Ag ’21 cedola interessi annua 3,75% che, emesso dallo Stato a valor nominale 100 ( il cittadino/risparmiatore che lo ha comprato in fase d’emissione lo ha pagato 100) stamani vale 87,85.

Significa quindi che se il possessore del titolo avesse intenzione o necessità di venderlo ricaverebbe tale valore.
Se avesse investito 100.000,00 Euro oggi, in linea capitale, ne ricaverebbe 87.850,00 !



I mercati finanziari stanno quindi nuovamente mettendo sotto pressione il nostro paese, che, come la Spagna (il “differenziale” tra il loro titolo decennale e quelli tedeschi è a 530 punti con un rendimento del 6,49%), in un quadro di scarsa coesione politica Europea appare sempre più in difficoltà sotto il profilo economico.

Gli ordinativi industriali sono in calo di circa il 14% dal maggio scorso



e la fiducia dei consumatori è a livello più basso dalla fine del 2008 (raggiunto dopo lo scoppio della “bolla” dei mutui subprime USA, scatenante l’attuale crisi di sistema).



In attesa di nuove regole Europee (Germania permettendo – Vedi articolo precedente -) che consentano l’allentamento dei vincoli di bilancio degli Stati menbri, il nostro Paese ha esigenza assoluta di trovare finanziatori e quindi il veder passare in TV messaggi “commerciali” suggerenti l”acquisto ( come fossero scarpe/abiti/alimenti!) di titoli di Stato Italiani BTP ITALIA con rimborso fissato a 4 anni e con rendimenti legati al tasso d’inflazione del Paese, può essere considerata come una buona mossa posta in essere da parte del Ministero del Tesoro.

Ma per i risparmiatori che attratti dall’invito volessero destinare a tale strumento parte dei propri risparmi?

Per onestà intellettuale dovremmo dire subito che in linea di principio sta a noi, cittadini italiani, a finanziare chi dovrebbe garantirci sanità/scuola/pensioni/trasporti (lo Stato, insomma!).

I giapponesi, ad esempio, sono i principali finanziatori del debito del Giappone, paese, con il peggior rapporto Debito/Pil, ma al tempo stesso immuni dalla speculazione sullo stesso perchè nessuno (o per importi sostanzialmente esigui) ha, al di fuori dei loro confini nazionali, titolo di richiedere loro il rimborso di denaro prestato.

La nostra situazione è però molto diversa e il nostro “debito” è solo per circa il 15 % nelle mani di cittadini italiani (creditori nei confronti dello Stato) e poichè al Ministero del Tesoro stanno facendo sempre più fatica a trovare finanziatori (sottoscrittori dei nostri impegni di rimborso futuro dei capitali ricevuti in prestito) soprattutto a tassi bassi (ovvero riconoscere loro bassi rendimenti) hanno probabilmente pensato di coinvolgere i propri connazionali.

Fermo restando che ognuno è libero di scegliere cosa fare dei propri averi le considerazioni che sorgono spontanee sono:

1) Qual’è il rischio dell’operazione?

2) Qual’è il rendimento “atteso” ?
(Il rendimento “reale” lo vedrò solo al termine dell’operazione,ovvero solo dopo che il rimborso del capitale prestato e degli interessi pattuiti sul prestito stesso sarà avvenuto!
Del resto come per tutti gli investimenti: casa/negozio/auto/barche ect….!)


Se il “rischio emittente” è identico (è sempre lo Stato il percettore dei denari prestati), quindi identica la probabilità teorica del rimborso al termine o del mancato rimborso totale al termine del periodo di prestito da parte dello Stato stesso, chi decidesse di raccogliere l’invito pubblicitario, certo della solvibilità dello Stato, dovrebbe valutare l’eventuale differenza attuale e prospettica tra l’opportunità offerta dal nuovo BTP ITALIA legato all’inflazione e quanto esiste già sul mercato ed è acquistabile direttamente tramite intermediario bancario.

L’inflazione attesa per il 2012 è al 2,6 % con stime al ribasso considerata la recessione in atto e la frenata dei consumi. Difficile capire cosa accadrà nei prossimi 3 anni, ma l’ipotesi di valori più contenuti è realistica, ovviamente considerando l’Euro come moneta unica di riferimento per i prossimi anni.
Ovviamente se non dovesse essere, così il ragionamento in corso non ha alcun senso, se l’Italia va fuori dall’Euro l’inflazione può arrivare anche al 20% ed oltre!

Fissiamo qundi in un bel 2,8%(siamo ottimisti!) il rendimento lordo (perchè poi gravato della ritenuta fiscale del 12,50%!) medio annuo atteso dall’investimento.

In contropartita chi acquistasse oggi il BTP 1 Agosto 2016 (scadenza sempre a 4 anni) cedola interessi annua 3,75% lordo di cui il grafico sotto:


pagherebbe 96 per avere 100 fra 4 anni, più la cedola del 3,75%.

Avrebbe quindi un maggior valore in linea capitale di 1 punto all’anno che sommato al 3,75% di cedola porta ad un rendimento lordo del 4,75%, ovvero circa 2 punti percentuali in più l’anno rispetto all’altro nell’ipotesi formulata.

A chi conviene?
In termini assoluti a tutti se cittadini e Stato sono dalla stessa parte il BTP ITALIA legato all’inflazione è un modo per lo Stato di trovare capitali da remunerare a più basso livello rispetto a quanto oggi richiesto da investitori stranieri.

Il resto del ragionamento lo lascio a voi, così come ricordo la possibilità di tutelare il vostro risparmio con strumenti diversi per caratteristiche ed aree geografiche di riferimento.

Disponibile come sempre a rispondere ai Vostri commenti o alle domande che vorrete porre direttamente all’indirizzo mail info@baglinifinanza.it,

Cordialmente saluto.
Rag. Fabrizio Baglini
http://www.baglinifinanza.it/


4 commenti

  1. Fabrizio Baglini lunedì 4 giugno 2012 alle 18:45:47

    Illustrissimo Conte, La ringrazio per la pronta segnalazione, l'errore nel titolo è già stato corretto. Vedrò di rileggere il testo ed intervenire. Cerco sempre di porre massima attenzione alla scrittura oltre che ai contenuti. Talvolta però ...... e l'italiano scritto non è mai stato il mio punto di forza!
    Mi auguro comunque abbia letto il testo e trovato lo stesso interessante.
    Ringrazio anche Andrea per il giudizio espresso, non è per niente facile trattare con linguaggio semplice temi di finanza.
    In quanto autore del testo ed operatore professionale nel settore finanziario non posso in questa sede rispondere alla sua domanda perchè mi è fatto divieto da precise disposizioni regolamentari di dare indicazioni/suggerimenti d'investimento. Può, se vuole, scrivermi all'indirizzo mail "info@baglinifinanza.it", dove troverà anche altri articoli da me in precedenza pubblicati, avrò modo così di risponderle privatamente.

  2. Conte Servelloni Mazzanti Viendalmare lunedì 4 giugno 2012 alle 18:16:36

    c'è ancora un errore. Non si scrive FACCIE. complimenti anche ad Andrea.

  3. Andrea lunedì 4 giugno 2012 alle 18:08:46

    Quali errori?
    direi ottimo articolo, complesso ma sufficientemente banale anche per uno stolto come me.....
    Gentile Sig. Baglini, se lei avesse un capitale da investire, investirebbe sul nostro Stato? Non so perché ma credo proprio di no....

  4. Conte Servelloni Mazzanti Viendalmare lunedì 4 giugno 2012 alle 18:00:55

    Per carità correggete il titolo ha degli errori ridicoli per rendere credibile un articolo così complesso...

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